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Ato Contestata la sentenza della Corte Costituzionale che coinvolge 16 Comuni piacentini ai quali andrebbe la gestione anche contabile del servizioRifiuti, dietrofront: da tariffa a tassa con aumenti

Data: 23/04/2010

Prima, bisognava passare dalla tassa alla tariffa. Adesso, 16 Comuni dovrebbero retrocedere alla tassa e deciderlo entro il 30 aprile. Questo andirivieni trascina con sé un aumento del 10,5% sulla Tia (la tariffa rifiuti) per le imprese e dello 0,5% per le tasche dei contribuenti, con il rischio anche di mandare a "farsi benedire" tutte le buone intenzioni sul riciclaggio.
«Noi resistiamo finché non vengono a prenderci i carabinieri». E poi, nello stesso scenario della sala consiliare della Provincia: «Per me, possiamo cominciare a lasciare i rifiuti in strada. Dopo 5 anni di lavoro, in un Comune con un solo funzionario, ci sentiamo umiliati da una simile sentenza». La prima affermazione è del sindaco di Piacenza, Roberto Reggi. La seconda, seguita a ruota, è del primo cittadino di Gragnano, Andrea Barocelli.
CORO DI NO PER IL TRIBUTO Clima ad alta tensione durante l'assemblea dell'Ato di ieri: i sindaci mandano un "no" bello secco verso la sentenza dello scorso anno della Corte Costituzionale che costringerebbe 16 Comuni del piacentino a ritornare alla tassa per i rifiuti. Si tratta di Piacenza, Castelsangiovanni, Rottofreno, Bobbio, Rivergaro, Carpaneto, Castellarquato, San Giorgio, Podenzano, Vigolzone, Pontedellolio, Piozzano, Ziano, Gragnano, Sarmato e Cadeo sui 1.100 Comuni in tutta la Penisola.
LE CONSEGUENZE Di fatto, si tratterebbe di un ritorno al passato, dove ai Comuni toccherebbe la gestione anche contabile del servizio. I bilanci comunali, quindi, si troverebbero tra le mani una nuova "gatta da pelare" e in mano ai sindaci, ci sarebbe la gestione del tributo, dalla riscossione dei crediti all'elaborazione dei dati. In più, come sottolineato dal direttore di Ato, Vittorio Silva, le tariffe che fino ad oggi sono state decise da Ato, dovrebbero essere deliberate dai singoli Comuni: il rischio è quello di un gran "minestrone". Le sollecitazioni "antitassa" sono fioccate in modo bipartisan; Piacenza ha preparato un ordine del giorno congiunto con Parma e Reggio Emilia: «Ma non mi sembra - ha commentato Reggi - che ci sia l'intenzione del Governo a provvedere».
FOTI (PDL): «GOVERNO DISPONIBILE» Sulle intenzioni del Governo apre invece una porta, fuoricampo, l'onorevole Tommaso Foti, sottolineando come, comunque vada, resta il problema delle famiglie. Per loro, infatti, l'Iva non è detraibile: «Come risulta dagli atti della Commissione Finanze e dalla risposta del sottosegretario Molgora - spiega il parlamentare - a un'interrogazione, il Governo è disponibile, anche in via interpretativa, a sancire la natura non tributaria della Tia. Una disponibilità che accoglierebbe le richieste degli enti locali». Interviene anche Paola De Micheli, parlamentare del Pd: «L'interrogazione a cui ha riposto Molgora era l'ennesima presentata dal Pd. Oggi (quindi ieri, ndc) è stato depositato un mio emendamento al decreto per incentivare il riordino della questione e accogliere tutte le richieste dei sindaci. È già la seconda volta che presento un documento di questo tipo, la prima volta era stata in sede di finanziaria. Mi auguro che la maggioranza possa convergere sul testo dell'emendamento e agire finalmente».
L'ATO TIRA DRITTO, UNANIME L'assemblea dei sindaci, alla fine, all'unanimità, ha deciso di non allinearsi con il passaggio e di avere sottocchio un quadro normativo più certo: «Non c'è ancora una legge, vorremmo fosse chiaro - ha proseguito Reggi - che Enìa non c'entra nulla, noi possiamo chiedere a Enìa di sostenerci in questa nostra intenzione. Sta di fatto che i Comuni sono la parte lesa, dobbiamo dirlo ai cittadini. Chiediamo al Governo di annullare questa sentenza: non possiamo tornare indietro di 10 anni. Siamo stanchi di subire decisioni calate dall'alto». Un via di fuga ci sarebbe: «Si potrebbe - suggerisce il sindaco di Piacenza - arrivare rapidamente alla tariffa integrata ambientale che costituirebbe un salto in avanti anziché indietro e taglierebbe definitivamente la testa al toro».
BATTIBECCO POLITICO Dall'unanimità raggiunta per non gravare sulle spalle dei contribuenti, è un attimo scivolare nel dibattito sul federalismo: «Portiamo avanti definitivamente il progetto del federalismo - ha chiosato il presidente del consiglio provinciale Roberto Pasquali, un'idea rilanciata anche dal consigliere Enzo Varani - altrimenti ogni volta è la stessa storia. Adesso si rischia di penalizzare le imprese che in questo momento sono già all'osso». Si focalizzano invece sulle responsabilità del Governo, i sindaci di Podenzano, Alessandro Ghisoni, e quello di Rottofreno, Giulio Maserati.
Elisa Malacalza

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