Data: 09/04/2009
La carenza di risorse delle scuole piacentine è dovuta ai provvedimenti del governo Prodi e comunque l'attuale esecutivo sta provvedendo. Così il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza, ha risposto ieri, in commissione Cultura di Montecitorio, alle due interrogazioni presentate da Tommaso Foti (Pdl) e Paola De Micheli (Pd).
Pizza attribuisce il problema alle leggi finanziarie degli anni scorsi che hanno comportato «una riduzione delle risorse destinate alle scuole» e cita in particolare, per il 2008, la "norma di salvaguardia" della Finanziaria 2007. «Di questa situazione - ha osservato il sottosegretario - hanno risentito anche le scuole della Provincia di Piacenza» che non hanno quindi «potuto retribuire i compensi per i progetti realizzati nell'anno scolastico 2007-2008».
Il governo intende però si sta muovendo. Come riferisce Foti, a margine della risposta, Pizza ha affermato che «la negativa situazione finanziaria in cui versano le scuole statali è in gran parte dovuta all'applicazione della norma di salvaguardia introdotta dal governo Prodi che ha comportato un taglio dei trasferimenti pari a 560 milioni di euro. Ne è la riprova che le scuole non sono state in grado di elargire i compensi dovuti agli insegnanti per i progetti realizzati nell'anno scolastico 2007-2008».
Ma, aggiunge Foti, «entro aprile i fondi alle scuole piacentine arriveranno. Prendo atto con favore - conclude il parlamentare del Pdl - che entro il mese di aprile verrà assegnato il saldo del finanziamento dovuto per il 2009. Giudico positivamente il fatto che con circolare 12 del 2 febbraio 2009 si siano messe a disposizione delle scuole statali nuove risorse finanziarie per l'avvio dei corsi di recupero dei debiti formativi».
Non è soddisfatta invece la deputata del Pd che parla di «risposta fumosa» da parte del governo che «non chiarisce come si colma il pregresso. Pizza ci ha parlato di mandati di pagamento e non di soldi che arrivano e comunque parla solo del periodo gennaio-giugno 2009, non del resto». L'esecutivo, riferisce l'assessore del Comune di Piacenza, «deve 380 milioni di euro alle scuole di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna», ma «il governo non paga i debiti: lo fa con la scuola, con la sanità, con gli enti locali. Così è impossibile fare programmazione e questo vale anche per la scuole piacentine».
Marta Tartarini
