Data: 25/09/2010
E' un crescendo rossiniano l'attesa per Gianfranco Fini. E la piazzetta dei Mercanti si riempie alla spicciolata di autorità, politici, ma anche gente comune, tenuta a bada da un imponente apparato di sicurezza come di rado si è visto in città.
La rete protettiva ha coinvolto la Questura di Piacenza, i Carabinieri, uomini del Reparto Celere di Milano e perfino gli artificieri. Sono stati infatti "bonificati" (termine tecnico che indica un'ispezione accurata) tutti i luoghi in cui è passato o si è fermato Fini, non solo palazzo Gotico e le zone limitrofe, ma anche l'Aris Cafè, dove Fini si è trattenuto per un brindisi, al termine dell'incontro pubblico, con un gruppo di simpatizzanti piacentini di Generazione Italia.
Ad ascoltare Fini a palazzo Gotico non sono mancati esponenti del centrodestra, per esempio l'onorevole Tommaso Foti (ma fra i due nessuna cordialità, nessuna stretta di mano, ormai strade divise) e il presidente della Provincia Massimo Trespidi. C'era anche l'onorevole del Pd, Paola De Micheli.
I commenti la dicono lunga sulla sensibilità politica del momento. Trespidi, che nella vita è insegnante, se proprio deve dare un voto al discorso del presidente della Camera non va oltre il 6+: «L'ho trovato un po' scolastico».
Il presidente della Provincia aggiunge di aver ascoltato con interesse e attenzione la prolusione di Fini e di condividerne l'impostazione generale. Ma poi lo giudica anche «un po' abulico sulla concretizzazione pratica e operativa di certi aspetti». Quali? I giudizi sul presidente francese Sarkozy e sui Rom, del resto anche il giornalista Stefano Folli aveva ricordato pubblicamente un'impostazione precedente un po' diversa di Fini. Ma Trespidi si ferma qui, i passaggi più istituzionali non si commentano, vengono da una carica dello Stato.
Decisamente più favorevole l'impressione del sindaco Roberto Reggi che giudica l'intervento «positivo per i contenuti trasmessi e molto significativo sulle cose che la politica oggi non fa». Certo Fini si è tolto anche qualche sassolino sul processo breve, e per esempio ha parlato della scuola in modo condivisibile, a detta del primo cittadino, secondo il quale l'attuale Governo «crea invece di risolvere» le disuguaglianze. Personalmente, Fini ha ringraziato Reggi dell'invito piacentino e ha apprezzato soprattutto i tanti giovani coinvolti negli eventi e accorsi al Gotico.
Tra le presenze significative, anche quella del finiano per eccellenza, Italo Bocchino, che proprio ieri ha lanciato la "bomba" parlando alla trasmissione Annozero di un dossier anti-Fini sulla casa di Montecarlo costruito ad arte da Valter Lavitola, direttore de L'Avanti e uomo vicino a Berlusconi. A Bocchino - che ci ha detto fra l'altro di essere un estimatore del quotidiano Libertà al quale il giornale il Roma contende l'anzianità fra le testate più antiche - abbiamo chiesto se erano in vista incontri operativi dei finiani anche a Piacenza. In realtà, ci ha spiegato Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà, ne erano stati fatti in mattinata a Reggio Emilia, a Modena e nel primo pomeriggio ne era in previsione uno a Parma.
Piacenza? Per ora «solo un punto di incontro».
Da segnalare: ieri l'edizione online del TG1 ha trasmesso in la diretta streaming dell'intervento del presidente grazie al contributo del Mediacenter del Festival.
p. s.
