Data: 29/01/2009
(perg) «Ci credo che i costi del personale sono alti. Noi, come Provincia, abbiamo un numero di dirigenti che è di gran lunga superiore a quello del Comune. Saranno più di trenta. E' una voce che incide molto sui costi del personale».
Patrizia Barbieri, consigliere provinciale di "Oltre i Partiti", non è del tutto contraria all'esistenza delle Province, ma con dei distinguo. Continua: «A mio avviso la nostra è una Provincia che costa molto. La maggior parte del bilancio è volto a coprire i costi dell'apparato (le spese del personale coprono il 34% dei costi complessivi). Questo ente potrebbe essere utile se veramente si occupasse di strategia territoriale, non se rimane solo un contenitore».
E conclude: «Come sono strutturate adesso, le Province non vanno bene, sono enti inutili. Va rivisto l'intero sistema e bisogna mettere mano a un riordino territoriale».
Il consigliere diessino Adriana Bertoni ribatte: «I costi della Provincia di Piacenza vanno giudicati sulla base dei servizi che vengono resi. Il nostro è un'area complessa, che va dal Po all'Appennino, con un'ampia parte di territorio montano e con molte strade provinciali. Per di più è una zona soggetta a dissesto idrogegologico. Voglio ricordare che la questione della soppressione, o meno, delle Province vede divisa anche la maggioranza attualmente al governo».
Sull'abolizione delle Province, conclude: «A mio parere le funzioni delle Province vanno riorganizzate, insieme a quelle di Regioni e Comuni, perché non vi siano doppioni. In modo particolare per quel che riguarda la Provincia. Questo ente si deve concentrare sui compiti che i Comuni non possono svolgere: sviluppo economico, lavoro e formazione, strade, ambiente e infrastrutture. Il riordino delle Province va visto in un'ottica di riordino complessivo, a partire dal Senato che deve un Senato delle Regioni».
Sulla vicenda interviene anche il deputato di An-Pdl, Tommaso Foti: «Una Provincia che giustifica la sua esistenza solo per pagare gli stipendi dei suoi dipendenti non ha senso di essere. L'amministrazione Boiardi non ha avuto e non ha alcuna politica del personale; nessuna idea di razionalizzazione dello stesso, che porterebbe evidenti risparmi. Basti pensare al numero dei dirigenti in organico, che è del tutto sproporzionato per le dimensioni dell'ente e del territorio di riferimento».
