Camera

Bioetica, bocciati
i registri comunali

Data: 29/11/2010

Biotestamento, eutanasia, bioetica. Temi che incrociano la politica e le scelte etiche e che tornano di attualità, mentre alla Camera si è sostanzialmente arenato il disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, elaborato dopo il caso di Eluana Englaro. Nei giorni scorsi il Governo ha emanato una circolare che boccia l'iniziativa dei Comuni che intendono istituire registri per raccogliere le volontà su come essere trattati nel cosiddetto fine vita. La trasmissione di Fazio e Saviano ?Vieni via con me' ha contribuito ad amplificare il tema, ospitando Peppino Englaro, padre di Eluana e ha ricostruendo, con la presenza della moglie, la storia di Piergiorgio Welby (che ha condotta una lotta per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia).
Tommaso Foti, prima di tutto, si schiera con il mondo cattolico (che non si è sentito rappresentato dalla trasmissione di Fazio). "Mentre nella tv di Stato si lanciano campagne per l'eutanasia senza avere il coraggio e l'onestà di nominarla apertamente, il Popolo della Libertà - afferma il parlamentare - esprime totale condivisione per le parole espresse da Papa Benedetto XVI che ha riaffermato la netta contrarietà alle tecniche di procreazione assistita, alla distruzione degli embrioni e all'eutanasia legalizzata. Democrazia e convivenza civile o si basano su valori fondanti, come l'intangibilità della vita e della dignità umana, o rimangono parole vuote di cui ci si lava la bocca a sproposito". Quanto al testamento biologico il deputato del Pdl sottolinea che "in molti casi, si manifesta come un'affermazione di tipo ideologico: non a caso chi vi ricorre sono, per lo più, persone giovanissime, senza alcun problema di salute. Si vuole assurdamente sostenere, da una parte, un abnorme principio di autodeterminazione che lascia al singolo di decidere quando morire e, dall'altra parte, l'idea che in una condizione di patologia, soprattutto grave, la vita non merita di essere vissuta. Insomma - chiude Foti - siamo di fronte al trionfo del relativismo etico".
Massimo Polledri premette: "I malati devono essere curati e non soppressi, oggi il tema dominante è come garantire solidarietà e assenza di dolore. Per questo - prosegue il parlamentare della Lega - sono orgoglioso dell'approvazione di una legge sulle cure palliative che ha dei finanziamenti". Il registro sulle volontà è "superfluo perché già oggi si può esprimere la propria volontà ed è vietato l'accanimento terapeutico. Dal Comune di Piacenza - attacca Polledri - quindi è arrivato un atto ideologico, che non ha validità giuridica, perché non si può imporre una scelta al medico. Inoltre, trasmette una cattiva cultura per il quale il malato è un peso sociale". Piuttosto, chiude, "sarebbe meglio investire in cure domiciliari".
Centro sinistra. Paola De Micheli osserva che "si discute molto di biotestamento, sia in Parlamento come sui media nazionali. Ma l'impressione è che lo si faccia sempre rimanendo in superficie, senza quella sensibilità che è dovuta a chi vive un dramma così forte. Pur essendo necessaria una cornice normativa di riferimento, a poco servono regole eccessivamente circostanziate, perché ci sarà sempre qualche caso non contemplato". Per la deputata Pd "ci sono sfere in cui la legge fa fatica ad entrare. Soltanto le persone che sono direttamente implicate nella sofferenza e nella vita del malato hanno realmente accesso alla sfera del suo dolore: i familiari più stretti e i medici che hanno costruito un percorso di cura durante la malattia. Istituire una norma sul testamento biologico significa entrare in una fase delicata e intima della vita di ognuno, quindi facciamo attenzione e affidiamo la gestione del dolore e della morte alla libera coscienza del legislatore".
Maurizio Migliavacca fa notare che "l'Italia è uno dei pochi paesi che non ha una legislazione in questa materia e questa assenza genera fenomeni che non hanno consistenza sotto il profilo giuridico, come i registri comunali. Il punto - sottolinea il coordinatore della segreteria nazionale del Pd - è che c'è un grave ritardo di questa maggioranza di governo che per le sue divisioni ha arenato il confronto in Parlamento".
Pier Luigi Bersani ha dedicato uno dei punti del suo ?elenco delle cose di sinistra', letto a ?Vieni via con me' a questi temi: "Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi - ha detto il segretario nazionale del Pd - non può deciderlo il Parlamento, perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C'è un modo irrinunciabile per garantire a ciascuno le sue convinzioni, si chiama laicità", ha concluso.
Anna Bertoli

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