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Bonifica, doccia fredda da Bertolaso ma Foti insiste

Data: 02/07/2010

(parom) Monticelli con lo sbarramenti di Isola Serafini ha salvato il Po trattenendo quasi tutta l'onda nera provocata dallo sversamento di migliaia di tonnellate di idrocarburi nel Lambro. Il Governo lo ha riconosciuto e ha promesso fondi adeguati e in tempi rapidi per la bonifica. Eppure, passati quattro mesi, l'unica certezza è il milione e mezzo di euro stanziato per l'Emilia Romagna a parziale rimborso delle spese sostenute nella fase di prima emergenza (3, complessivamente i milioni per le tre regioni attraversate dall'onda nera). Difficilmente ne arriveranno altri. Almeno stando alla risposta che il sottosegretario di Stato Guido Bertolaso ieri ha dato all'interrogazione del parlamentare piacentino Tommaso Foti. L'onorevole del Pdl aveva chiesto quali risorse aggiuntive si intendessero «stanziare e in quali tempi, per assicurare l'integrale rimborso delle eventuali e ulteriori spese sostenute dalle regioni coinvolte e per realizzare gli ineludibili interventi di bonifica dei siti inquinanti e di ripristino e tutela del delicato ecosistema colpito dall'emergenza in questione». «Nei giorni immediatamente successivi (allo sversamento) - è la risposta di Bertolaso - il Dipartimento della protezione civile ha predisposto una bozza di ordinanza di protezione civile che prevedeva la pianificazione degli interventi di bonifica con l'indicazione delle occorrenti risorse finanziarie. Per la realizzazione degli interventi era stata stanziata la somma di 12 milioni di euro a valere sul Fondo di protezione civile che sarebbe stato successivamente integrato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze». «Tuttavia - prosegue la risposta - con nota del 24 marzo 2010 il Dipartimento della ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'Economia e delle finanze ha espresso parere contrario sostenendo che il Fondo di protezione civile non opera in via di anticipazione e non può essere, dunque, prevista dall'ordinanza la successiva reintegrazione da parte del Ministero dell'Economia». A fronte di questo diniego ed essendo il Fondo della protezione civile sprovvisto delle risorse necessarie, «nell'ordinanza del Presidente del Consiglio - ricorda ancora Bertolaso - è stata inserita una disposizione con cui si provvede al parziale rimborso, pari a complessivi 3 milioni di euro».
Da Bertolaso arriva comunque l'assicurazione della «piena disponibilità a predisporre un'ulteriore ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri con la quale consentire l'avvio delle iniziative di bonifica» ma anche «l'invito alle Amministrazioni interessate a voler valutare l'opportunità di reperire risorse finanziarie da destinare alla realizzazione delle iniziative in questione». In altre parole: si utilizzino risorse proprie. E si parta col monitoraggio: «Questo Dipartimento con nota del 23 giugno 2010 ha invitato le amministrazioni regionali coinvolte a porre in essere le attività di monitoraggio» chiarisce Bertolaso. Ma anche qui la domanda è sempre la stessa: con quali risorse? Perché il piano di monitoraggio, secondo quanto ha riferito a Libertà l'Arpa regionale, è pronto ma in attesa di finanziamenti.
A Bertolaso Foti ha così replicato: «Pare evidente che l'ordinanza di protezione civile, in fase di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, non soddisfa di per sé le richieste degli enti locali non solo per quanto riguarda le spese sostenute per la pronta emergenza, ma anche e soprattutto per l'indispensabile attivazione della fase di bonifica. Sotto questo profilo al di là di quanto altri enti (a partire dalle Regioni interessate) potranno fare, rimane urgente uno stanziamento da parte del Governo, essendo la situazione in alcune zone molto problematica. In particolare in provincia di Piacenza dove lo sversamento è sì stato quasi del tutto fermato in ragione dello sbarramento di Isola Serafini, ma con un'evidente concentrazione di idrocarburi».

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