Camera

«Caorso, prima decommissioning»

Data: 05/12/2009

Un "no" non pronunciato a chiare lettere sul nucleare a Caorso ma un "sì" unanime sulla scuola dell'infanzia: salutato con un applauso il segretario provinciale Ottavio Cotitta, alla sua ultima seduta prima della pensione, la bilancia del Consiglio provinciale fatica a restare in equilibrio.
NO AL NUCLEARE? Prima il decommissioning. Poi, nel caso in cui si verificheranno le condizioni, si parlerà del "no" al nucleare. Questa la risposta alla domanda dell'ex presidente della Provincia Gianluigi Boiardi (Nuovo ulivo): «Questo consiglio è favorevole o no all'utilizzo di Caorso come sito per impianti di produzione nucleare? ».
Il nodo non si è sciolto del tutto. È stato soprattutto l'onorevole Tommaso Foti (Pdl) a focalizzare l'attenzione sull'urgenza di portare a termine il decommissioning, con un emendamento, apparso al capogruppo Pd, Marco Bergonzi, slegato dalla domanda. «Siamo disposti ad appoggiare l'emendamento se trasformato in un'altra mozione. Ci sembra che la posizione sul nucleare non emerga, forse solo per un giochetto politico».
Decisa la replica di Foti: «Esiste un Parlamento per questo. Il nostro interesse, invece, deve concentrarsi sul fatto che il decommissioning deve andare avanti e terminare entro il 2017-2019».
"Mediane" le posizioni di Massimiliano Dosi (Lega nord) e Antonino Coppolino (Pdl): «La mozione di Boiardi chiede di esprimersi su un fatto non accertato, cioè che Caorso possa essere destinato per la produzione nucleare. Dobbiamo aspettare e, intanto, focalizziamoci su quanto abbiamo di certo, cioè il decommissioning».
Un "no" al nucleare, tra le righe, è arrivato comunque alla fine dal consigliere Foti che rileggendo il suo emendamento ha spiegato come, per quanto riguarda Caorso, «si proceda solo alla sollecita attivazione del decommissioning». Quel "solo" equivarrebbe quindi a "niente nucleare"? Troppo poco per la minoranza che si è astenuta dalla votazione dell'emendamento e dalla versione "aggiornata" (Bergonzi l'ha definita «soffocata») del documento di Boiardi: 12 favorevoli, 6 astenuti e voto contrario di Samuele Raggi (Idv).
SCUOLA DELL'INFANZIA: LA STRADA DELLA SUSSIDIARIETà ISTITUZIONALE Parere invece "unanime" sul programma provinciale triennale per gli interventi di miglioramento delle scuole dell'infanzia. Dopo l'ok della commissione, gli indirizzi programmatici illustrati dall'assessore provinciale alla formazione Andrea Paparo hanno incassato anche il consenso del consiglio. Approvato infine un ordine del giorno presentato da Filippo Bertolini (Pdl) che ha richiesto l'invio del documento al Ministero della pubblica istruzione per sollecitare le assegnazioni di docenti di sostegno necessarie per garantire il diritto allo studio degli studenti disabili.
Piacenza nel settore scolastico da 0 a 3 anni ha due peculiarità che la distinguono a livello regionale: non ci sono scuole comunali dagli anni '80 (unica provincia in Regione) e, inoltre, il territorio ha una netta prevalenza di scuole pubbliche (67 statali sulle 39 private paritarie) distribuite in 42 Comuni sui 48 totali. La domanda dell'utenza è in costante crescita con una tasso di scolarizzazione di oltre il 94%.
Elisa Malacalza

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