Data: 08/04/2008
(mir) «Quando saremo al governo faremo di tutto affinchè i tempi tecnici siano rispettati ed entro la fine del 2008 sia completato l'iter amministrativo per lo smantellamento della centrale nucleare di Caorso». Lo ha annunciato ieri il vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera e candidato del Popolo della libertà Stefano Saglia, accolto a Piacenza dal parlamentare uscente Tommaso Foti, al quinto posto della lista regionale per Montecitorio del Pdl. «Ci siamo ritrovati simbolicamente di fronte all'edificio ex Enel, ora vuoto, di viale Risorgimento - ha spiegato Foti - per testimoniare come la nostra città abbia perso tra l'indifferenza dei suoi amministratori il ruolo di eccellenza nazionale che aveva nel settore energetico, passi indietro che sono stati compiuti da tutto il Paese». «Tutta colpa della sinistra - ha aggiunto Saglia - e della politica del no che ha condizionato il governo Prodi: le assurde posizioni di Pecoraro Scanio e di una esigua minoranza non ha consentito, ad esempio, di realizzare i rigassificatori, così come le finte liberalizzazioni di Bersani non hanno stimolato la concorrenza. Il tutto a danno dei consumatori e dell'ambiente: noi azzereremo il rischio black out e apriremo davvero il mercato». Tema centrale del dibattito politico di questa campagna elettorale è il possibile ritorno al nucleare: «Prima ancora di avviare un serio dibattito sulla sua possibile reintroduzione - ha precisato Saglia - daremo vita a un'Autorità per la sicurezza che coordinerà tutti i soggetti oggi esistenti, adottando i provvedimenti per rendere il decomissioning di tutti gli impiantisenza rischi. Le barre irraggiate che stanno partendo da Caorso - ha aggiunto - nel 2025 dovranno tornare e non è pensabile che vengano rimesse dove sono state prelevate: una delle priorità sarà l'individuazione di un sito di stoccaggio nazionale».
