Data: 05/04/2006
Alleanza Nazionale ieri è tornata in Piazzale Marconi, sfidando il maltempo, per parlare di case popolari, asili nido e d'immigrazione. A rappresentare il partito del vicepremier Gianfranco Fini c'erano il consigliere regionale Enrico Aimi e il candidato per la Camera dei deputati Tommaso Foti.
La posizione di AN è piuttosto chiara: la politica della sinistra in Emilia Romagna ha portato l'immigrazione a livelli insostenibili. Secondo i dati snocciolati dal capogruppo Enrico Aimi la presenza degli extracomunitari avrebbe toccato il 5,1% dell'intera popolazione, comportando la concessione del 33% degli alloggi pubblici regionali a famiglie d'immigrati; una situazione, quella descritta dal consigliere Aimi, che tenderebbe a riprodursi anche per gli accessi riservati agli asili nido statali.
Una realtà ancor più clamorosa, ha precisato Foti, se ad essere presa in considerazione è Piacenza (considerata la seconda tra le peggiori province emiliane, superata solo da Modena). Da qui la proposta di legge volta a rimuovere gli ostacoli che danneggerebbero gli italiani promuovendo due diverse graduatorie per case e asili: l'una riservata ai cittadini italiani e comunitari, l'altra agli immigrati extracomunitari. «Se consideriamo solo il 2005 - ha detto Aimi - la regione si è lasciata sfuggire ben 48 alloggi di edilizia popolare, pagate da generazioni e generazioni di cittadini italiani con i soldi delle tasse, su 148 costruiti, vale a dire, il 32,4%. Il rapporto è chiaro: un alloggio su tre è stato destinato ad extracomunitari. Del resto, le cose non possono ad andare altrimenti quando la popolazione straniera, concentrata solo sul territorio regionale, sale fino a quota 209mila e 241».
Un pensiero, quello espresso dal consigliere Aimi, condiviso appieno dal candidato Tommaso Foti: «Davanti ad una presenza extracomunitaria così massiccia - ha spiegato - non deve stupire che gli italiani, anche se bisognosi, siano gli ultimi in graduatoria quando si parla di case popolari e di condizioni favorevoli sulle rette degli asili. Questo patrimonio ha sempre rappresentato, per la sinistra, una valvola di sfogo per calmierare situazioni allarmanti che essa stessa finisce col fiancheggiare. La riprova è che non si può parlare d'immigrazione controllata quando il territorio piacentino ospita quasi 20mila immigrati. Una cifra destinata a raddoppiare in tre anni approssimando la nostra stima solo sulle domande di ricongiungimento familiare». Una prospettiva, ha concluso Foti, che finirebbe col mettere a duro rischio ospitalità e convivenza.
da La Cronaca
