Data: 06/07/2006
La siccità stringe nella morsa la centrale Enel dell'Isola Serafini, limitando la produzione d'energia a un magro 20%. Preoccupazione e attesa anche per la sorte della centrale La Casella di Castelsangiovanni se l'eccezionale ondata di supercaldo dovesse ulteriormente prolungarsi. A rischio la possibilità di raffreddare l'impianto, risolto, per ora, con l'adozione di uno sbarramento posticcio di sassi ammonticchiati.
Ieri, intanto, l'Ufficio di presidenza della Commissione ambiente, infrastrutture e lavori pubblici della Camera, su richiesta dell'onorevole Tommaso Foti (An), ha reso noto che i prossimi 24 e 25 luglio incontrerà i soggetti istituzionali che hanno competenza sul fiume Po per fare il punto della situazione e capire la cause di una magra che giorno dopo giorno si fa più grave.
«Si tratta - ha detto Foti - di una serie d'incontri che cercheranno di affrontare la grave crisi che attanaglia il Po da settimane, con particolare riferimento alla scarsità d'acqua che il grande fiume seguita a registrare e sul ruolo giocato nel prossimo futuro dai bacini idrici di raccolta. Vogliamo capire - ha sottolineato Foti - le cause di questa magra del tutto eccezionale e senza precedenti.
Vogliamo sapere se dietro a questa emergenza vi sono solamente cause di tipo naturale o mancanze istituzionali che hanno finito per alimentare direttamente o indirettamente questo continuo affossamento
delle acque».
Una richiesta di confronto, quella lanciata dal parlamentare
piacentino di Alleanza nazionale, che intende far luce soprattutto sulle ragioni di un fenomeno che sta colpendo il territorio su più fronti. Il più "recente", lo ha reso noto ieri l'Ufficio stampa regionale dell'Enel, tracciando un nuovo bilancio dei due impianti piacentini della Conca Serafini e della Casella di Castelsangiovanni, proprio quello della produzione energetica: «La situazione - ha detto
l'Enel - è particolarmente critica. Non ci resta che confidare nelle piogge. In caso contrario, il funzionamento della centrale a ciclo misto della Casella potrebbe essere a rischio. C'è un limite, dato dal livello del fiume, oltre il quale le pompe per il raffreddamento non possono pescare acqua senza caricare anche melma». Quasi ferma, invece, la produzione d'energia della centrale idroelettrica dell'Isola Serafini. Su quattro gruppi ad acqua fluente soltanto uno
al momento è rimasto attivo.
Il quadro tracciato dall'Enel venerdì mattina porterà l'Arni di nuovo sul fiume allo scopo di monitorare la situazione: "In questi giorni - ha detto Alberto Gallina - abbiamo già raccolto le segnalazioni del Circolo Ponte Vecchio che ha tutte le barche in secca. Purtroppo il fondale particolarmente basso ci costringerà a raggiungere la zona in
auto e poi in barca. Solo allora avremo dati certi anche per la bassa Valtidone».
da La Cronaca
