Data: 19/09/2009
In luglio il ricorso alla cassa integrazione a livello provinciale (per l'industria) ha superato tutte le ore richieste nell'arco del 2008. Basterebbe questo dato, reso noto dai sindacati, per denunciare una situazione - battezzata ormai da mesi con il nome di "crisi" - che gravita in misura minore o maggiore sulla quasi totalità delle famiglie piacentine. Se il dato non è sufficiente ad aprire gli occhi sulle tinte drammatiche della casistica, è possibile volgere lo sguardo al "vicino di casa" del cassaintegrato, cioè il ricorso alla mobilità: anche in questo panorama, il mese di luglio batte l'anno passato.
Il "tic e tac" dell'orologio segna ormai la scadenza della fine della cassa integrazione per molti: e adesso? Cosa ne sarà? Inoltre, a completare il quadro, lo slittamento del raggiungimento dell'apice di crisi a Piacenza, più tardivo rispetto a quello nazionale, rende ancora più sfuocata la visuale in prospettiva. Diminuisce il sostegno al reddito? Intanto l'Ente bilaterale dell'Emilia Romagna ha esaurito i fondi destinati a questo proposito, denunciano le categorie sindacali.
Comincia, quindi, con molta carne al fuoco la prima Commissione di concertazione integrata di questa nuova amministrazione provinciale, convocata ieri in Provincia dall'assessore al lavoro, Andrea Paparo. Presenti tutte le categorie economiche, con rappresentanze del mondo delle cooperative, dei sindacati, degli artigiani, dei commercianti e degli invalidi. Sono stati invitati, inoltre, i parlamentari locali e i consiglieri regionali. Tra questi, solo Tommaso Foti e Luigi Fogliazza hanno potuto partecipare all'incontro. «Non escludo che questa presenza possa diventare abituale - ha commentato Paparo - per poter rappresentare al meglio tutti i livelli di governo sul territorio e favorire in questo modo un'ampia analisi della situazione locale dal momento che la preoccupazione in termini occupazionali, particolarmente pesante, accomuna tutti». Sostegno all'occupazione e aiuto per l'accesso al credito: sono queste le linee guida che Paparo ha posto al centro del dibattito e che lo stesso assessore intende perseguire. Per poterle vedere realizzate, la strada dei rimedi messi in campo deve potersi accorciare: unanime condanna sembra sia uscita dall'incontro sulla gestione degli ammortizzatori sociali in deroga a livello regionale. Portarli a livello provinciale sarebbe una chiave di apertura verso uno snellimento delle procedure. Un altro fenomeno, denunciato dai sindacati, conferma il fatto che l'urgenza non è da sottovalutare: sono, infatti, numerosi i lavoratori che, non vedendo arrivare l'indennità della cassa integrazione dopo quattro mesi, chiedono all'azienda di essere licenziati. Almeno prenderanno la disoccupazione.
Per evitare l'aggravarsi ulteriore di questa situazione, inoltre, Paparo ha delineato un'altra strada: quella dei rapporti con il mondo bancario, con partnership pubbliche e private da assorbire nella Commissione. La Provincia, infine, sta studiando un pacchetto anticrisi che si declinerà in quattro direzioni di risanamento: l'ombrello per riparare dalla pioggia della crisi deve essere il più possibile ampio e includerà soprattutto chi non può essere messo in cassa integrazione con azioni di sostegno all'occupazione e alle assunzioni, agevolazioni nel credito, premi alle piccole imprese, agevolazioni nell'acquisto di beni e servizi per chi è in difficoltà. «Le azioni - precisa Paparo al termine dell'incontro - devono essere il più possibile concertate e unitarie: non possiamo permetterci di disperdere energie. A differenza di quanto fatto in passato, cercheremo interventi più sostanziali nelle modalità e nel contenuto».
Il punto di partenza resta comunque l'accordo stipulato a marzo dalla precedente amministrazione e l'attenzione principale è soprattutto rivolta all'artigianato, che fatica a riprendersi con forti mancanze di liquidità, come particolare cura è pensata per le piccole e medie imprese che sono massicce e quasi prevalenti nel territorio con quasi 290 domande di richiesta di cig in deroga da maggio ad oggi.
Intanto per l'artigianato si stanno studiando - sembra siano quasi ufficiali - percorsi diretti con l'area piacentina anziché quella regionale: la semplificazione a partire da questo esempio potrebbe accorciare le distanze anche per le altre categorie.
Elisa Malacalza
