Data: 22/05/2010
piacenza - Centraline sui fiumi: l'articolo 100 del Piano territoriale che stabilisce le regole per la realizzazione degli impianti idroelettrici, nella sostanza, resta quello contenuto nel Piano territoriale adottato dalla precedente amministrazione Boiardi. O quasi. Infatti, per quanto riguarda il prelievo dai fiumi, dall'istruttoria emerge una valutazione positiva su una proposta che suggerisce di non comprendere nei divieti che riguardano Trebbia, Nure e Aveto gli impianti che prelevano acqua immediatamente a monte e la immettono immediatamente a valle. E' quanto si è dibattuto nella seconda riunione della commissione «conoscitiva» che ieri ha avuto come tema centrale, oltre all'energia, anche gli insediamenti commerciali.
piano energetico: linee guida E lo ha affermato l'assessore provinciale Patrizia Barbieri sottolineando che il Piano energetico provinciale, che entrerà nel dettaglio su questo argomento, sarà una scelta successiva alle linee guida nazionali di là da venire. «L'articolo 100 - ha spiegato Barbieri - dopo l'istruttoria compiuta dagli uffici - non viene sostanzialmente modificato salvo in due punti: la possibilità di realizzare impianti nei tratti maggiormente compromessi o con la riattivazione di impianti già esistenti». Altro aspetto trattato il fotovoltaico.
Diversi i comuni - ha segnalato l'assessore - che ricevono richieste per la posa di impianti sospesi. Ora, se per quel che riguarda gli impianti a terra il limite è fissato a un ettaro, per quelli sospesi si rimanda alla superficie aziendale e quindi, anche in questo caso, la definizione concreta della materia viene demandata alle linee guida che la provincia elaborerà. Fino a questo punto si lascia libertà ai comuni. Una materia, quella energetica - ha puntualizzato il funzionario Vittorio Silva - su cui la Regione specifica che il Ptcp non può derogare dalle norme contenute nel piano paesistico regionale che declina esclusi dall'utilizzo i crinali, i boschi e i fiumi. Da qui il sostanziale rigetto di molte delle osservazioni presentate al Ptcp su questo tema. Una puntualizzazione regionale, tra l'altro, dovrà portare anche a una riformulazione degli articoli. Dalle energie idroelettriche al nucleare con il consigliere Boiardi che ha segnalato la mancanza di una precisa opzione rispetto al nucleare a Caorso dopo che - ha detto - vi è stata l'esplicitazione chiara da parte del governo di tornare all'uso del nucleare per la produzione di energia.
Se non altro - ha segnalato Tommaso Foti - viene replicato quello che già nel Ptcp adottato aveva indicato la giunta Boiardi e comunque, a definire i contorni del nucleare, non sono né articoli di giornale né l'Enel che, in quanto soggetto attuatore di centrali, ritiene Caorso un sito appetibile, ma una legge dello stato ancora in divenire. Passati velocemente nella discussione gli altri elementi sottoposti all'esame. Dal piano paesistico alla questione culturale dalla rete ecologica agli ambiti agricoli e rurali.
centri commerciali, quanti? Più dialettico il punto relativo al commercio. Elemento di discrimine dare il via libera ad altri centri commerciali medio grandi oppure no? Anche se, è stato più volte ripreso, questa è materia che la Regione demanda espressamente ai Comuni e non riserva alla Provincia alcuna possibilità di decisione. Il punto di partenza della discussione è il piano commerciale del 2007 e, rispetto a quei contenuti, il quesito che ha sollevato le maggiori discussioni ha riguardato il punto relativo ai centri commerciali di Caorso e Cadeo su cui un'osservazione chiedeva un allungamento dei tempi entro cui realizzarli dato che il Piano territoriale, avendo avuto un prolungamento con la riapertura dei termini di presentazione delle osservazioni, arriva in approvazione quando, per questi due centri commerciali ipotizzati, resterebbero solo sei mesi possibili. Con l'osservazione proposta da Foti si chiedeva di posticipare il termine e a far data dall'adozione del piano stesso sarebbe rimasto un anno e mezzo di tempo.
materia comunale Dopo un'animata discussione tra i consiglieri, protagonista in particolare Pierluigi Caminati e lo stesso Foti, il consigliere del Pdl ha annunciato il ritiro della osservazione e quindi i tempi per la realizzazione dei centri in questione tornano quelli precedemente previsti. Critico Caminati (Pd) su un indirizzo che, a suo dire, apre le porte «a una valanga di centri commerciali» e questo per Caminati è chiaramente in contrasto con il voto espresso dal consiglio provinciale su una mozione tesa ad azioni precise per salvare i negozi di vicinato. Si tratta - ha spiegato Vittorio Silva - di una questione normativa. La realizzazione delle strutture medio grandi è una prerogativa dei Comuni e per i centri commerciali la Provincia si mantiene sulla linea delle indicazioni. Anche per Foti la Provincia può suggerire ai comuni che restano però titolari delle scelte. Si può - ha aggiunto - chiedere loro di effettuare una valutazione economica dei loro territori prima di dare corso alla pianificazione.
Antonella Lenti
