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«Centropadane, senza piano finanziario stop ai lavori»

Data: 04/04/2012

Senza un piano finanziario per il futuro o un pacchetto di 242milioni di euro che remuneri l'attività di Centropadane (se Anas intende subentrare nella gestione della rete) i cantieri in corso resteranno in gran parte in stand by. Perdura dunque l'attesa per lo sblocco del contenzioso aperto tra la società di gestione autostradale e l'Anas che ancora non ha sciolto il nodo sul che fare riguardo alla concessione di Centropadane scaduta nel settembre scorso. Sono diversi i cantieri aperti tra questi anche l'ammodernamento della provinciale di Carpaneto. Al momento - segnala il direttore di Centropadane Francesco Acerbi - stiamo facendo alcuni lavori come il sottopasso di Turro e la messa in sicurezza del cantiere. Per quanto riguarda gli altri impegni tutto è fermo. Un danno per i soci della Centropadane (in gran parte enti pubblici) e anche per i territori su cui insistono i lavori programmati e ora interrotti che ammontano a circa 100milioni.
spiraglio a roma Ora uno spiraglio di novità potrebbe aprirsi nei prossimi mesi con la convocazione di un tavolo ministeriale come richiesto dall'onorevole Tommaso foti che da tempo si occupa della vicenda che vede pendenti anche due ricorsi al Tar (in discussione uno a maggio e l'altro a luglio). «Il futuro di Centropadane potrebbe uscire dalla convocazione di un tavolo ministeriale che il sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta, si è impegnato a convocare a breve, con la partecipazione anche di Anas» si spiega in una nota dell'onorevole foti che aveva presentato un'interrogazione in proposito. Il punto da chiarire riguarda il proseguimento della concessione o no. La situazuione attuale, sono tutti concordi, non può protrarsi ancora per molto tempo ed è importante che il confronto romano, come segnala il parlamentare piacentino, avvenga prima della discussione al Tar prevista per il 23 maggio prossimo.
Quello della prospettiva della società è un punto su cui l'onorevole foti ha richiamato il Governo invitandolo a «valutare con grande attenzione la possibilità di assumere iniziative che, nel rispetto del quadro normativo nazionale e comunitario, consentano di allungare i tempi della concessione quantomeno per consentire il completamento del programma di investimenti societari, peraltro già approvati dall'Anas».
In sostanza quello che si vuole evitare è il rischio del blocco degli investimenti e dei lavori già avviati dalla società concessionaria oltre che il peggioramento delle condizioni di bilancio e gestionali della stessa società.
tutto è iniziato nel 2010Una vicenda molto complessa che è partita nel 2010, quando a marzo, era previsto che la concessione fosse messa a gara. Per quell'appuntamento i soci della società avevano votato anche l'aumento del capitale per essere pronti a sostenere la sfida che si attendeva di lì a poco. Una gara che ancora non si è svolta ed uno dei ricorsi pendenti al Tar verte proprio sulla mancato accoglimento da parte di Anas della proposta di project financing da parte di Centro padane che avrebbe dovuto essere sottoposta a gara. In questo quadro va considerato poi che sono cambiate anche le norme relative all'Anas oltre al fatto che la disponibilità finanziaria che la società dovrebbe mettere in campo è molto elevata come si diceva. Su questo punto l'onorevole foti ritiene «priva di reale consistenza ogni ipotesi di subentro in ragione della rilevanza delle risorse finanziarie che sarebbero necessarie».
Urge riprendere funzionalità foti parla di «situazione paradossale venutasi a creare dal momento della scadenza della concessione autostradale in questione. Situazione in cui mentre tutti, a partire dal Governo, sottolineano l'urgenza di provvedimenti che consentano di rilanciare gli investimenti infrastrutturali, la società autostrade Centro Padane è costretta a bloccare gli investimenti già programmati, che rischiano di esporla ad un contenzioso inevitabilmente lungo ed oneroso, nonché, ultima, ma non meno grave circostanza, a dovere fronteggiare il rischio del venir meno degli affidamenti bancari, con le intuibili gravi conseguenze societarie».
Tutti salutano con sollievo l'iniziativa dell'onorevole foti e confidano che sul tavolo ministeriale possa uscire una posizione risolutiva. L'iniziativa del parlamentare è tesa a raggiungere tre obiettivi - rimarca Acerbi - uno evitare che lo stato produca un danno agli azionisti, la tutela della società e il terzo punto è il completamento dei lavori in corso. Anche Cesare Betti del cda di Centro padane mette in evidenza l'impegno su questo argomento importante per i cantieri aperti. Anche nel Piacentino.

da Libertà

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