Data: 27/01/2011
di TOMMASO FOTI*
Con alcune provocatorie considerazioni su queste colonne, Vincenzo Rigamondi - amico di tante battaglie - mi solletica a dire la mia, da uomo di destra, sulle recenti vicende che riguardano Silvio Berlusconi.
Lo faccio volentieri, senza imbarazzo alcuno, riprendendo ampi stralci del documento (che ho sottoscritto) predisposto da alcuni amici provenienti dall'ex Alleanza Nazionale.
Premetto che essendo la lealtà un valore cui la destra politica si ispira, mi appare coerente che la stessa intenda continuare - con questo Governo e con chi lo guida - il lavoro intrapreso, che gode della legittimazione della maggioranza degli italiani.
A chi ritiene già provati i fatti che emergono dall'indagine della Procura di Milano e che, per questo, si meraviglia che "chi viene da una storia di destra "' non prenda le distanze da Berlusconi, decretando quindi chiusa la stagione del berlusconismo, ricordo che neppure la dottrina cattolica prevede, per chi sbaglia, la gogna pubblica. Figuriamoci se detta gogna può trovare l'assenso di chi ha militato in una destra che ha subito, in più occasioni, ignobili persecuzioni giudiziarie volte ad attribuirle orribili nefandezze, non riconosciute come tali solo molti anni dopo.
Non solo, ma proprio il «berlusconismo» - meglio ancora, il centrodestra - ha avuto e ha il merito di non far considerare una "riserva indiana" la maggioranza degli Italiani, ma di rendere loro orgogliosi della nazione in cui vivono.
Per anni, da destra, abbiamo difeso in solitudine la bandiera della nostra Patria quando sembrava eversivo esporla in pubblico in occasioni che non fossero quelle calcistiche. Oggi, nel 150° anniversario dell'unificazione, la bandiera tricolore sventola, in territori difficili e complicati, laddove operano, con generosità e coraggio, i militari italiani. Sventola anche, quel tricolore, per la determinazione politica del Governo Berlusconi e della maggioranza che lo appoggia di non farsi condizionare dagli attacchi dei terroristi, anche dai più feroci.
In ogni luogo del mondo, la Destra e' "legge e ordine». Potrebbe apparire singolare questo richiamo, nel pieno delle polemiche in corso, ma sarebbe ancora più singolare mettere in ombra i giganteschi risultati ottenuti nella lotta alla mafia dai corpi di polizia e da quella parte della magistratura che preferisce occuparsi di contrastare la stessa, anziché cercare di ribaltare il risultato delle urne!!! Risultati da ascrivere al merito di chi opera in prima battuta, ma pure di leggi che il centrodestra ha fortemente voluto e che hanno determinato questi risultati. Per non dire del blocco dei clandestini a Lampedusa. Sarebbe fuori luogo continuare nell'elenco, che vuole essere solo esemplificativo, non esaustivo, di un lavoro che il centrodestra intende proseguire e completare - se sarà possibile - nell'arco della legislatura.
Chi ha votato per il centrodestra ha sotto gli occhi i risultati del Governo del fare: il rilancio dello sviluppo coniugato alla tenuta - finora realizzata - dei conti pubblici, la completa realizzazione di infrastrutture attese da anni, l'applicazione delle riforme approvate (dal federalismo all'università).
A chi obietta che in ciò che la destra ritiene appartenere al «privato» di Berlusconi, la magistratura ha individuato dei reati - e, quindi, non vi sarebbe spazio per alcun "privato" - ricordo che il rispetto che si deve alla magistratura non vieta di valutare il senso e la portata delle iniziative persecutorie che, da17 anni, interessano Silvio Berlusconi.
L'ultima in ordine di tempo, che qui interessa, è esemplare per il carattere strumentale e volto alla delegittimazione nel contenuto (ipotesi di reati che trovano smentita negli stessi documenti del procedimento), nella forma (un decreto di perquisizione di 400 pagine, al solo fine di rendere pubbliche le indagini già svolte, senza che vi sia stato alcun vaglio in contraddittorio) e, quindi, nell'obiettivo: gettare fango su Berlusconi.
Mi spiace che l'amico Vincenzo, seppure in piena buona fede, non avverta che una parte della magistratura italiana ha da tempo assunta su di sé una funzione militante, tesa a vanificare l'azione del Governo e di chi guida il Governo e, addirittura, ad arrogarsi il diritto di sanzionare comportamenti che valuta non già illeciti, bensì immorali. Questo è il vero degrado.
*Deputato Pdl
da Libertà
