Camera

Cinquantun pontieri
sul fronte-sicurezza

Data: 04/08/2009

E alla fine eccole, le nuove guardie del corpo in grigioverde. Dopo il fuoco incrociato delle polemiche, delle attese e delle smentite e proprio nel giorno in cui si ha certezza di un calo dei reati, arriva la conferma che cinquantuno militari scenderanno per davvero nelle strade di Piacenza, forse già dalla prossima settimana, con la missione di dar più sicurezza alla città agendo in sintonia con altre forze dell'ordine e di rafforzare la tranquillità dei cittadini attraverso la loro semplice presenza.
Non arrivano da fuori, sono già qua. Si tratta dei nostri pontieri. A battere tutti in volata sulla conferma di una notizia che viaggiava da giorni nell'aria, è il parlamentare del Popolo della libertà. Tommaso Foti che alle 17.56 di ieri - il primo lancio dell'Ansa è delle 18.33 minuti - dirama il suo comunicato alle redazioni, seguito poco dopo da quello del collega Massimo Polledri. «Come mi ha comunicato pochi minuti fa il ministro Ignazio La Russa (Difesa, ndr) - scrive Foti - è stato firmato dallo stesso e dal ministro Roberto Maroni (Interni, ndr) il decreto con il quale viene riproposta l'iniziativa Città Sicure che, per la prima volta, ricomprende anche la nostra Città, a cui sono stati assegnati 51 militari». Qualche divergenza preliminare fra i ministri interessati così da prolungare i tempi? Ma no, dice Foti, forse solo procedure tecniche da aggiustare.
«Saluto positivamente questa notizia proprio nel giorno in cui i dati locali e nazionali - aggiunge il parlamentare - ci dicono che i reati sono in diminuzione, sia a livello locale che nazionale. Segno evidente che la buona azione di contrasto della criminalità operata dal Governo Berlusconi inizia a dare i suoi positivi frutti».
E in coda un goccio di veleno: «Mi auguro che ora - conclude Foti - i militari assegnati siano impiegati nel migliore dei modi con buona pace di chi, come il Sindaco Reggi, non li voleva».
Anche Polledri ha avuto conferma diretta dal ministro Maroni dell'opportunità data alla nostra città per garantire la sicurezza ai cittadini. «Mi auguro che ora non si scatenino polemiche inutili» commenta. «Sia chiaro che non si tratta di strumentalizzazioni politiche o di un giudizio sull'operato delle forze dell'ordine o delle amministrazioni - avverte il parlamentare del Carroccio - ma di una risorsa in più per presidiare il territorio. Risorsa che consentirà di garantire un servizio capillare. Così, ora, qualcuno si comporterà in modo educato».
Foti, a parte, sottolinea con favore la scelta di usare militari già di stanza nelle città che dovranno presidiare, è un'economia di gestione, ma anche un giusto accorgimento sociale quello di valorizzare legami già esistenti. Nel caso poi di Piacenza, il Genio Pontieri non ha bisogno di presentazioni. Che dice il parlamentare, c'è vera necessità di avere divise grigioverdi? Lo scetticismo non manca. Ma Foti parla di un rafforzamento del lavoro, già ben collaudato, fra forze dell'ordine diverse, saranno prefetto e questore a decidere l'impiego, i punti critici, in stretto contatto con il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza. In quanto ai piacentini, dice, hanno già consuetudine con i militari, gli adulti ricordano le ronde di quando c'era il servizio di leva obbligatorio: «questa non è certo una militarizzazione della città, ma un fatto positivo anche per le forze dell'ordine sotto pressione alla luce dei nuovi compiti, cooperare fra più soggetti non mi pare un male, se non si hanno idee preconcette». E sul tasso di insicurezza a Piacenza, il parlamentare invita a considerare la pressione che ci arriva dalla frontiera di Milano.
E sulla stessa lunghezza d'onda si esprimono il presidente della Provincia, Massimo Trepidi e il vicepresidente e assessore alla sicurezza, Maurizio Parma: «Le forze dell'ordine avranno a disposizione un ulteriore strumento per garantire la tranquillità ai cittadini».
Patrizia Soffientini

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