Camera

Cittadinanza, parlamentari divisi

Data: 06/10/2010

Cittadinanza? Da maneggiare con cura. E' l'avvertenza che sembra emergere dalle dichiarazioni dei deputati piacentini di centro destra Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega nord), che abbiamo interpellato sulla possibile riforma delle norme di cittadinanza. «La legge va bene così», dice Foti. Ci sono però disegni di legge che vorrebbero facilitare l'acquisizione dei diritti di cittadinanza alle seconde generazioni, i figli di immigrati nati in Italia, e che dell'Italia (più ancora che del Paese d'origine) si sentono figli. L'on. Paola De Micheli, dagli scranni parlamentari del Pd, è invece su un fronte opposto: «Sì ai diritti di cittadinanza, per un'immigrazione che sta diventando forza economica del Paese».
Le dichiarazioni dei parlamentari, arrivano a pochi giorni da quando Libertà ha portato alla luce il caso di Hafsa Alaoui, una ragazza di 25 anni, che da sempre abita nel Piacentino ma che di fatto è straniera in casa sua, e dall'appello lanciato dalla Consulta immigrazione e dall'avvocato Rosarita Mannina, affinché si possa dare la cittadinanza ai figli di immigrati nati sul suolo italiano, affiancando allo ius sanguinis (cittadinanza acquisita dai genitori), lo ius soli.
Foti entra subito nel merito: «Oggi un figlio di stranieri, purché nato in Italia, può chiedere la cittadinanza al compimento della maggiore età. E mi sembra giusto: il diritto italiano prevede che solo alla maggiore età si possano esercitare alcuni diritti (contrarre matrimonio, ad esempio). Senza contare poi, che se i genitori non hanno chiesto la cittadinanza, e il figlio invece ce l'avesse, in caso di ritorno dei genitori in patria, questo minore che farebbe? La cittadinanza non è uno scherzo. Occorre andare con una certa prudenza. E occorrono requisiti minimi: ad esempio condividere la cultura del Paese che accoglie. Il ragazzo pakistano che ha preso a sprangate la sorella perché voleva sposare un italiano, non dovrà mai avere la possibilità di acquisire la cittadinanza, che è un diritto ma soprattutto un dovere». Tornando al tema più strettamente giuridico, Foti evidenzia la necessità di «ragionare in termini non più di Stati nazionali ma d'Europa: no alla legislazione arlecchino».
Il senatore Polledri è telegrafico: «La cittadinanza è una scelta consapevole e non può essere data ai minorenni. I minorenni non guidano l'auto, non possono fare testamento, non possono acquistare casa, non possono votare. Se i miei genitori hanno deciso quando ero piccolo di restare a Piacenza anziché trasferirsi a Milano, io mi adatto alla loro scelta».
Contenta che «finalmente ci si occupi della questione», l'on. De Micheli precisa: «Sono responsabile dell'immigrazione nel forum nazionale dell'associazione 360 e proprio venerdì a Varese consegneremo un documento all'assemblea nazionale del Pd. L'immigrazione ormai non è più né quella dipinta dalla destra legata al fenomeno dei clandestini (che combattiamo come concorrenza sleale anche contro gli immigrati regolari nel mondo dell'impresa e del lavoro), né quella dipinta da certa sinistra solo come oggetto di politiche solidaristiche. Oggi svolge un ruolo economico di primo piano. Anche tra le seconde generazioni, abbiamo straordinarie eccellenze nei percorsi scolastici e professionali».
Donata Meneghelli

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl