Data: 09/06/2008
di MARTA TARTARINI
Sulla sicurezza si è in gran parte concentrata la campagna elettorale e questa è stata una delle prime materie sulle quali il nuovo governo ha legiferato. Nel Consiglio dei ministri di Napoli, il Berlusconi IV ha varato un pacchetto di misure contenute in un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi. Tempi diversi per attuare una serie di norme, la più discussa delle quali introduce il reato di immigrazione clandestina. Per questa novità non si è scelto il decreto, bensì la strada del confronto in Parlamento.
Il decreto contiene misure urgenti per contrastare l'immigrazione clandestina, ma anche pene più severe per la guida in stato di ebbrezza e l'attribuzione di nuovi poteri ai sindaci. Il disegno di legge mira a rendere più incisivo il contrasto alla criminalità; i decreti legislativi trattano i ricongiungimenti familiari, il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato, la libera circolazione dei cittadini comunitari.
In molte di queste misure il Partito Democratico ritrova elementi contenuti nel provvedimento dell'ex ministro Amato. Il Ministro ombra dell'economia Pier Luigi Bersani lo dice a chiare lettere: "Nove su undici sono misure del pacchetto Amato che non siamo riusciti ad approvare per limiti della nostra maggioranza, e sono condivisibili". Anche per Maurizio Migliavacca "una parte significativa dei provvedimenti è la trasposizione testuale" del progetto del governo Prodi ed esprime "rammarico perché, a causa delle resistenze della sinistra radicale, non siamo riusciti a varare queste misure". La neodeputata Paola De Micheli ritiene il progetto del governo "troppo spostato sulla repressione", anche se individua cose giuste come potenziare il ruolo di chi sta sul territorio, "perché parlare di sicurezza a Piacenza è diverso dal parlarne a Milano". E segnala incongruenze: "Servirebbe più coerenza: si parla di sicurezza e poi si escludono le forze dell'ordine dalla detassazione degli straordinari".
Esultano i deputati di maggioranza. Tommaso Foti (Pdl) la vede così: "Il pacchetto sicurezza è la sintesi della precisa volontà del centrodestra di farla finita con un peloso pietismo, solidale con i delinquenti e disinteressato alle vittime dei reati". Nel concreto, evidenzia la circostanza "del tutto trascurata anche dai media", per cui "le nuove norme elevano i limiti minimi di pena per molti reati, il che rende molto più stretta quella porta girevole che è stato fino ad oggi il carcere". E apprezza l'abolizione, per chi delinque sistematicamente, degli sconti di pena.
Per il Carroccio la sicurezza, insieme al federalismo, è una priorità. Massimo Polledri annuncia: "Incontrerò i sindaci, il sindacato delle forze dell'ordine e il Questore di Piacenza per una valutazione del provvedimento". E avverte: "Pretenderemo un'applicazione integrale delle nuove norme da parte dei magistrati. Sulla clandestinità lo Stato deve farsi sentire anche alla luce dell'aumento dei reati commessi da clandestini".
Le maggiori differenze emergono sul nuovo reato di clandestinità. Foti ricorda che "è un'antica proposta di Alleanza Nazionale" e valuta come particolarmente utile "la realizzazione di diversi centri di permanenza temporanea ove rinchiudere gli stranieri che si rifiutano di fornire le generalità". Per Polledri è "un segnale forte" e "l'unico modo per ottenere espulsioni immediate, il voto alla Lega c'è stato proprio per questo". Dalla maggioranza si ricorda che "questo reato è già presente in altri Paesi come la Germania". Per Polledri esso è anche "compatibile con la fede. Chi parla di allarme - taglia corto- lo fa per difendere lo status quo".
Per Migliavacca serve invece "integrazione per coloro che lavorano e allontanamento per quanti delinquono. Il governo Berlusconi ha scelto di cavalcare una bandiera politica più che introdurre uno strumento davvero efficace". Dal punto di vista tecnico, "rendere la clandestinità un reato significa passare dall'allontanamento per via amministrativa a quello per via giudiziaria, trasferendone la competenza al sistema giudiziario con i suoi tempi e regole che prevedono tre gradi di giudizio". Il rischio è "il collasso del sistema giudiziario". Quello che distingue il Pd dal centrodestra insomma "non è né il rilievo che si dà al problema, né la necessità di un'azione più efficace", piuttosto "la scelta degli strumenti".
Bersani invita a non affrontare la clandestinità "con una criminalizzazione generale. I primi irregolari bollati come criminali sarebbero badanti, colf, facchini, gli altri non li vediamo. Se vogliamo isolare la criminalità dobbiamo accettare l'idea che serve l'integrazione". De Micheli ritiene che "alla fine Berlusconi si renderà conto che il reato è inapplicabile".
