Camera

Coalizione centrodestra? «La più ampia possibile,anche con il Terzo Polo»

Data: 24/06/2011

Ora anche il Pdl pare essersi convertito sentitamente alle primarie. O quanto meno lo è il suo coordinatore provinciale Tommaso Foti che ieri mattina ha annunciato che prestissimo le proporrà al partito «come metodo per individuare il prossimo candidato sindaco del comune capoluogo». Primarie nel Pdl prima, «sempre se ci sarà qualcuno interessato» precisa il deputato; e poi, eventualmente, «primarie di coalizione che serviranno a cementare lo schieramento, il più ampio possibile, prima delle elezioni stesse».
Perché una cosa è certa: il Pdl non intende rinunciare alla possibilità di esprimere un nominativo per il candidato. «Siamo un partito grande, il perno del centrodestra. Non possiamo certo rinunciare, abbiamo il diritto e il dovere di sottoporre agli alleati un nominativo». A chi gli chiede se abbia intenzione di partecipare alle primarie, il parlamentare spiega di «non essere interessato» e che «nei
sondaggi il mio nome compare sempre solo per necessità di raffronto».
E come la si mette con le antiche e mai sopite rivendicazioni leghiste? «Rivendicazioni legittime - afferma con sicurezza Foti - il problema è trovare la formula per arrivare a sintesi».
Un lungo ragionamento che il coordinatore provinciale farà anche alla base del partito nelle tre iniziative in calendario da qui a luglio ribattezzate "a porte aperte" nelle quali aprirà i lavori con il presidente vicario Massimo Trespidi. Tre date per altrettanti incontri in cui «ci confronteremo con iscritti e simpatizzanti in modo franco e sereno per fare il punto della situazione sulle questioni di politica nazionale, sulle strategie future e anche, naturalmente, su quelle da mettere in atto per le prossime elezioni comunali alle quali teniamo parecchio». Obiettivo: «Partire dal basso». Il primo incontro è fissato per domani alle 15 al Cine Fox di Caorso; poi giovedì 7 luglio alle 20,45 alla Circoscrizione 1, infine il 14 luglio al centro culturale di via Mazzini di Castelsangiovanni alle 20,45. Un'agenda locale che si intreccerà con l'appuntamento nazionale di Mirabello, dal 7 al 10 luglio, successivo all'investitura di Angelino Alfano alla carica di coordinatore nazionale.
Una full immersion di politica dove non potrà mancare il dibattito sull'avvicinamento alle prossime Comunali.
Sul tema Foti apre alle primarie «che hanno un senso se fatte per i grandi comuni». Immagina così:
consultazioni prima interne al Pdl, poi allargate alla coalizione.
«Non ha senso che a decidere i candidati sindaco siano i soliti 6/7 dell'Ave Maria» aggiunge. «Anziché una rosa di nomi la mia proposta sarà quella di cercare un nostro candidato che sia il frutto di una scelta sottoposta a valutazione popolare. Uno che non raccolga solo delle firme, ma sul cui conto convergano il benestare di almeno una parte dei membri della direzione (Foti butta lì il numero di tre a titolo di esempio, ndr). Dopodiché se in coalizione ci fossero sul tavolo più nomi e non si riuscisse a uscirne, anziché scegliere di andare da soli, la situazione si dovrà a mio avviso risolvere con le primarie di coalizione. Così come impone un sistema elettorale che si sposa con il bipolarismo». «Naturalmente - aggiunta di non poco conto - a patto poi che tutti ne accettino il verdetto». Quanto al confine della coalizione che oggi poggia sull'asse Pdl-Lega Nord, Foti precisa che lo immagina «il più ampio possibile». Il che significa sicuramente «abbracciare l'alleato storico dell'Udc», ma in generale «tutto quello che si inquadra sotto il nome di Terzo polo che qui a Piacenza è sempre stato affine al centrodestra».
Il deputato non vuole guardare in casa centrosinistra, «non giudico i percorsi altrui». Nonostante la doppia batosta delle amministrative e al referendum, dice di non nutrire alcun timore. E se il centrosinistra locale ritiene che il vento sia cambiato e che è sicuro di vincere e di ottenere il "triplete" (la terza vittoria consecutiva): «Fatti loro», ribatte il capo del Pdl. «Se pensano che sia una
strada in discesa ricordo loro che a cadere dall'alto ci si fa sempre più male».

da La Cronaca

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