Data: 31/10/2009
piacenza - Tra i compiti pronunciati dalla Provincia c'è quello di non volersi sostituire ai Comuni. Un «non compito» è stato spiegato dall'assessore provinciale Patrizia Barbieri che, commentando la mozione presentata da Pierluigi Caminati (Pd) sulle nuove attività commerciali medio grandi in Provincia perché non diventino «cattedrali nel deserto», ha precisato che «per quanto riguarda i medio e piccoli centri di distribuzione - fino cioè a 1500 metri quadri - l'argomento è di competenza comunale». Competenza comunale, ma «allarme» generale: «La superficie ogni mille abitanti dei punti vendita della distribuzione a Piacenza - ha ricordato Paolo Sckokai (Pd) - è stata nel 2008 di 292.6, nel '99 era di 148: non possiamo ignorare questa realtà, possiamo impegnarci ad aiutare le piccole attività a conviverci differenziandosi». La Provincia può avere funzione di indirizzo. «Sulle disposizioni del Ptcp in materia di commercio - ha precisato inoltre l'assessore - bisogna incidere attraverso le osservazioni non si può creare un vincolo con una delibera. I Comuni in questo settore sono chiamati a responsabilizzarsi». Dal presidente Massimo Trespidi arriva uno «stop ai centri commerciali se il territorio ne ricava un limite anziché un vantaggio»: la tutela è nei confronti dei negozi di vicinato. La mozione è stata infatti emendata come sostegno a questa forma di commercio, senza dimenticare come il centro commerciale se calato in modo opportuno nel territorio fornisca occupazione e comodità, anche se, come spiegato da Tommaso Foti (Pdl), «per un lucido da scarpe non si può pensare di dover andare in un centro commerciale». Da Antonino Coppolino (Pdl) è arrivato l'invito a scoprire «centri commerciali naturali» come il centro storico, da rivalutare. Il modello fiorentino, capace di integrare la bottega con l'innovazione, può essere adottato a Piacenza?
malac.
