Data: 21/09/2010
PIACENZA - Sul burqa si divide il consiglio provinciale. Non tra chi lo difende e chi lo approva, ma sulle modalità per stabilire se nel nostro paese indossare il burqa equivalga a un travestimento che occulta l'identità, la visione si è mostrata diversa. L'argomento è stato proposto alla discussione da una mozione presentata da Enzo Varani (Lega Nord) ed alla fine è stata approvata con i soli volti della maggioranza e l'astensione dell'opposizione con il voto contrario del consigliere Quaratino. Il testo approvato (respinto un emendamento del Pd teso a rafforzare il significato della legge vigente sull'obbligo di riconoscibilità) Varani ha chiesto in sostanza l'adesione alle proposte di legge per eliminare dalla stessa la possibilità di interpretazione. Diversi gli interventi sull'argomento. Da presentatore Varani che, accanto ai problemi legati alla sicurezza, ha fatto riferimento alle scelte adottate in Francia. «Anche l'Italia deve andare in quella direzione - ha detto - il provvedimento mira solo a salvaguardare la dignità delle donne». E ha citato il caso di una ragazza, ora affidata ai servizi sociali, che a Pontedellolio «è stata "venduta" dalla famiglia a scopo matrimoniale». Critico Samuele Raggi (Idv) che ha rilevato come il problema sia prettamente di carattere culturale. «Quanto alla situazione di Piacenza -- ha aggiunto - mai visto un burqa». Una questione di legalità per Tommaso Foti (Pdl): se esiste una norma che vieta di celare il volto deve valere per tutti. Quindi nessuna ironia - ha aggiunto rivolto a Raggi - è pur vero che si tratta di usi e costumi tradizionali, ma questi sono all'ultimo posto della classifica delle fonti del diritto. «Se discutiamo di travestimento - ha detto Bergonzi - siamo d'accordo, ma su altro». Tema portato anche da Boiardi mentre Luigi Francesconi ha inquadrato il problema del burqa anche in un quadro di identità nazionale che richiede rispetto. Per Coppolino la questione di fondo è quella di togliere dalla legge una semplice frase "giustificati motivi". E' questa che dà origine a molte interpretazioni.
