Camera

«Crisi idrica, chi non lavora non capisce»

Data: 18/07/2012

La questione è prioritaria, vitale ma la soluzione non si trova. Parliamo dell'acqua, quel bene prezioso che ogni anno di questi tempi diventa l'oggetto di desiderio per il quale si scatenano battaglie che non durano più dell'estate. Oggi a Bologna ci sarà un incontro fra la Regione e il Consorzio di bonifica: obiettivo dichiarato dagli assessori Sabrina Freda (ambiente) e Tiberio Rabboni (agricoltura) arrivare a contemperare le "legittime esigenze degli agricoltori e le altrettanto legittime esigenze dell'ambiente". Una mission che in questi anni si è rivelata impossibile.
Sul tema, nella giornata di ieri si sono moltiplicati gli interventi. Il parlamentare del PdL Tommaso foti ha ricordato che la diga si può fare con la benedizione del Piano territoriale di coordinamento provinciale.
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La diga si può fare La successione di prese di posizione non è stata esente da polemiche. A dar fuoco alle polveri ci ha pensato foti: «Solo chi nella vita non ha mai lavorato si può mostrare insensibile al fondato grido d'allarme lanciato dai rappresentanti del mondo agricolo a fronte di un'emergenza idrica che, pur ripetendosi con frequenza ciclica, trova negli organi politici regionali preposti risposte sbagliate» ha dichiarato. «E' pur vero - prosegue - che fino a che non si deciderà di costruire una nuova diga sul nostro territorio, per altro resa possibile dall'approvazione di un mio emendamento al Piano territoriale di coordinamento provinciale, il problema della scarsità d'acqua da riservare all'uso agricolo si presenterà ogni anno ma a maggiore ragione è stupefacente l'arroganza dell'assessore Freda che si mostra insensibile alla drammatica situazione che i nostri agricoltori devono oggi affrontare».
«Nel momento in cui i costi di produzione nel settore agricolo risentono pesantemente della surrettizia patrimoniale, travestita da Imu, che il professor Monti da deciso di applicare a terreni e fabbricati strumentali - evidenzia foti - lasciare senz'acqua le imprese agricole significa condannarle a morte e, con esse, l'indotto che dalle stesse dipende. Far finta di non sapere che il mais, indispensabile per le aziende zootecniche, necessita di essere irrigato fino a fine agosto è atteggiamento o da insipienti o da irresponsabili».

da Libertà

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