Camera

«Da 4 mesi sono senza stipendio»
Denuncia-choc di una maestra

Data: 01/02/2009

Quei 4,5 milioni di euro vantati a credito dallo Stato da parte della scuola piacentina hanno già fatto delle "vittime". Ha 26 anni, viene dalla Sicilia, è un'insegnante di scuola elementare precaria. Precaria non basta: perchè da settembre ha insegnato in un istituto cittadino ma finora non ha visto neanche un euro di stipendio, a parte una settimana di settembre. Una situazione paradossale, «perchè - dice - quei soldi sono un mio diritto, e in questi mesi ho rischiato di veder smarrita anche la mia dignità, non fosse per mia cugina che qui a Piacenza, dove vivo in un appartamento in affitto da due anni, mi ha aiutato. Ora devo fare l'abbonamento mensile per la corriera, dovendo andare ad insegnare in una scuola diversa, in provincia, e mi mancano perfino questi soldi. Mi mancano i soldi se volessi tornare a casa mia, in Sicilia».
Venerdì mattina una delegazione di dirigenti scolastici piacentini aveva consegnato al prefetto Luigi Viana un documento da trasferire al Governo contenente una lucida disamina della grave situazione di Piacenza (non sola, purtroppo), a cui le scuole stanno cercando di far fronte con le proprie casse, ma anche queste rischiano il deficit, ormai.
Lo stesso documento che è stato fatto avere in questi giorni anche ai parlamentari biancorossi (ieri in casa Pd, per esempio, o domani all'onorevole di An Tommaso Foti) e su cui nei prossimi giorni la Giunta dei presidi dovrebbe convocare un incontro illustrativo dei punti salienti.
Ma finora il quadro non ha ricevuto alcun segnale di diverso indirizzo, e la situazione dei crediti, cresciuti in maniera esponenziale per alcune scuole, rimane di pesante allarme. Tanto che nei giorni scorsi Flc-Cgil e Cisl Scuola insieme avevano lanciato l'idea di pignorare beni materiali alle scuole che non riescono più a pagare gli stipendi al personale supplente e agli Ata.
Come è il caso della giovane maestra che due anni fa abbandonò la sua bella isola per cercare fortuna al Nord. «Sono allibita - conclude - perchè quei 3mila euro mi spettano, sono un diritto».
Marina Molinari, responsabile della Cisl Scuola, riassume le azioni in procinto di essere compiute: «Le scuole che non pagano non hanno nessuna colpa, ma l'unica via resta far partire le ingiunzioni di pagamento. E per le situazioni più gravi chiediamo (la richiesta era congiunta, con Flc Cgil, ndr.) ai presidenti dei consigli d'istituto, di non firmare i bilanci, da presentare entro metà febbraio, affinchè tali istituti vengano commissariati».
Simona Segalini
simona.segalini@liberta.it

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