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«Dal sindaco clamore irresponsabile per aprire la strada a speculatori amici» Foti attacca Reggi

Data: 23/01/2011

Piacenza - Crisi del Piacenza Calcio, "cartellino rosso" del parlamentare del Pdl Tommaso Foti al sindaco Roberto Reggi. Il deputato critica duramente l'appello del primo cittadino sui presunti problemi economici delle società: «E' da irresponsabili dire che il Piacenza è al limite del fallimento - attacca Foti - anche perché si tratta di una valutazione che devono fare gli organi competenti e non le amministrazioni comunali, è un'opera di stupido killeraggio ai danni di una società impegnata fino al 31 gennaio nel mercato calcistico e soprattutto è un atto di sfiducia nei confronti di un gruppo che ha sempre adempiuto ai propri doveri senza aver mai chiesto nulla alle case pubbliche». «Non vorrei - aggiunge - che dietro tutto ciò ci fossero i soliti speculatori e approfittatori di aree, che oggi volendo varianti del Psc a loro vantaggio si candidano a subentrare nel Piacenza Calcio. Si tratta di mera pubblicità a "buon mercato" di qualcuno che vuole ergersi a salvatore del Piace, a spese, in senso urbanistico, dei cittadini».
Secondo Foti, le parole di Reggi stanno penalizzando pesantemente la società: «E' grave che il sindaco abbia taciuto per molti giorni il colloquio telefonico avuto con il presidente Garilli martedì scorso, lasciando che nel contempo su voci e supposizioni da bar si continuassero a costruire fantasiose ipotesi di imminenti crac». «Mentre capisco perfettamente che il mondo dei tifosi si interessi dello stato di salute del Piacenza Calcio - prosegue - è assolutamente incomprensibile che da parte del sindaco si siano formulati giudizi sommari, privi di supporto alcuno, in ordine alla situazione economica in cui versa la società: voci che hanno portato i fornitori ad attivarsi immediatamente per vedersi pagati i crediti, aggravando in modo inopinato e ingiustificato la situazione».
Il deputato Pdl ha poi ribadito la sua posizione con una nota ufficiale: «Il Piacenza Calcio - si legge - circa trent'anni fa venne salvato dalla famiglia Garilli che si è sempre spesa e ha sempre speso di tasca propria, senza mai godere di alcun trattamento di favore da parte del Comune. A mercato ancora aperto sostenere che si deve evitare il fallimento della società significa fare saltare la campagna di rafforzamento della squadra, alimentare sfiducia nei fornitori, creare le condizioni per metterla in ginocchio. Chissà se dietro tutto questo si nasconde l'intenzione di convincere il presidente a liberarsi della società, magari a favore di cordate di imprenditori interessati più al mattone che al pallone? ».
Michele Rancati

da Libertà

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