Data: 15/05/2006
E' certamente uno dei politici piacentini più capace di dividere l'elettorato: per Tommaso Foti, parlamentare piacentino di Alleanza Nazionale, o si è a favore o si è contro. Perché non ama le mezze misure, non pratica la diplomazia vellutata che pure è un altro modo, spesso apprezzato, di raccogliere il consenso. Nelle sue parole non mancano finezze dialettiche ma l'obiettivo è quello di apparire concreto e diretto: pazienza, sembra dire, per chi lo ritiene fazioso e, spesso, eccessivamente aggressivo. Utilizzando una metafora d'altri tempi si potrebbe dire che Tommaso Foti è uno dei pochissimi "cavalli di razza" della politica piacentina. Consigliere comunale per la prima volta nel 1980, ama dire che ha resistito sia all'opposizione che in maggioranza. Oggi, nonostante gli impegni parlamentari, è ancora in consiglio provinciale, a tirare la carretta per il centrodestra. Proprio per caratterizzare l'orientamento della coalizione di cui fa parte, ormai alle prese con decisioni improcrastinabili rispetto alle prossime elezioni comunali, Tommaso Foti sottolinea l'importanza di redigere il programma prima dell'individuazione del candidato e, in questo ambito, la possibilità di una rivoluzione nella politica fiscale dell'ente locale, per esempio con un intervento significativo sull'ICI.
Piacenza è sempre stata considerata una città moderata, più vicina ai valori che si ritrovano oggi nel centrodestra...
"Questa definizione è un pò un'invenzione propagandistica ed è smentita dal fatto che, per esempio, nel 1975 si allargarono a macchia d'olio le "Giunte rosse" mentre nel 1980 ci fu la conferma di Stefano Pareti: successivamente anche a Piacenza si formò l'esperienza del Pentapartito che durò cinque anni. Solo quando si aprì il bipolarismo si affermò il candidato del centro-destra fino al 2002 con la vittoria del centrosinistra. Ultimamente i comuni della cintura urbana hanno acquistato nuovi abitanti che molto spesso sono nostri elettori: nel comune di Gossolengo per esempio miglioriamo le performance di Alleanza Nazionale. In città invece è più difficile vincere anche perché la stampa locale, da indipendente diventa "servente", e nelle parrocchie c'è chi si occupa più di elezioni che di cura d'anime".
Tutto ciò non ha affievolito il vostro impegno...
"Personalmente vengo dalla tradizione che tiene ancora conto del vecchio slogan "boia chi molla", quindi non mi tiro certo indietro. Viviamo in un ambiente in cui il silenzio è comprato con i soldi pubblici: in occasione delle ultime elezioni provinciali per guadagnarsi la neutralità del candidato della Lega Nord l'amministrazione Reggi non ha trovato altra strategia che affidargli la realizzazione del Palasport a trattativa privata. Ci sono le dichiarazioni del voto di scambio: c'è il reato e c'è il reo e la magistratura non se ne occupa".
Le sedute del Consiglio comunale non offrono più spunti d'interesse.
"Una volta la passione era maggiore, si andava in consiglio con la voglia di amministrare, oggi solo con quella di gestire il potere. Per prendere la parola a Palazzo Mercanti occorreva coraggio: ricordo Sforza, Grandi, Trabacchi, il giovane Berra, Sisto Salotti, una specie di consiglio di amministrazione della città. Il timore di dire qualche castroneria ti condizionava. Le nuove generazioni , che pure hanno una buona cultura, preferiscono la valutazione politica alla lettura del dato amministrativo. C'è poi stato uno spostamento per cui molto decisioni sono passate dal consiglio comunale alla competenza della Giunta e da lì ai dirigenti. Ciò può non essere un male se i dirigenti sono effettivamente indipendenti dalla politica, ma ciò accade raramente. Infine è venuta meno la divisione in blocchi e forse questo ha tolto un pò di pathos".
Il centrosinistra avrebbe un candidato naturale nel sindaco uscente, ma questi non si decide a ricandidarsi...
"La mossa di Roberto Reggi è fatta per avere più autonomia a livello personale, rispetto ai partiti, e diventare così sempre più "padre-padrone". E' una vecchia tecnica, già usata da Giacomo Vaciago per imporre Mino Politi come candidato sindaco. Un malvezzo assolutamente banale".
Riuscirete in breve tempo a trovare una sintesi ed elaborare una proposta per le prossime elezioni?
"Me lo auguro ma per il centrodestra questa operazione è normalmente più difficile, poiché la logica del potere viene in subordine alla chiarezza, che è prioritaria. Il centro sinistra trova il suo mastice nell'essere "contro" per esempio con l'antiberlusconismo, e l'essere anti Foti, mentre nel centro destra si è "per"".
Si osserva che nel vostro schieramento l'infortunio occorso ad Antonio Agogliati ha rotto il quadro e poi c'è l'outsider Dario Squeri che pone qualche difficoltà per il ristabilimento di nuovi equilibri
"Sulle vicende di Forza Italia non intervengo. L'esito delle ultime elezioni politiche è in parte dovuto al fatto che in Emilia Romagna sono stati candidati diversi esponenti politici nazionali e questo ha portato dei contraccolpi. Avrei preferito un parlamentare piacentino in più: Antonio Agogliati, nell'attività parlamentare, metteva un impegno che gli riconosco, ma forse è stato un problema caratteriale. Aspetterei comunque a fare il funerale di Forza Italia. Dario Squeri è un'altra cosa: alla politica dà del tu, è indubbiamente una persona determinata come dimostra il suo essere riuscito a realizzare negli anni '90 un'alleanza tra il centro sinistra e la Lega. Lui candidato? Nel centrodestra c'è la tendenza perversa a trovare il pelo nell'uovo. Io mi chiedo se debba sempre essere il mondo politico a decidere i candidati e le alleanze. Le primarie sono state importanti: se le avesse fatte Berlusconi non solo avrebbe avuto sette milioni di voti ma avrebbe vinto, di slancio, le elezioni. Per questo penso che il candidato sindaco del centrodestra, e quindi la decisione in merito al ruolo di Squeri, andrà individuato attraverso lo strumento delle primarie: Reggi le farà comunque, essendo un piccolo feudatario di provincia ansioso di sancire i confini del suo territorio".
Una valutazione della Giunta Reggi in poche parole.
"Si tratta di una delle peggiori amministrazioni del centrosinistra: manca una politica urbanistica organica, i provvedimenti sono votati, ma, di volta in volta, con divisioni interne alla stessa maggiornaza. Reggi non ha neanche una politica viabilistica: tracciare piste ciclabili significa solo definire con un colpo di pennello delle aree riservate alle biciclette. Quelle che ieri erano banchine cedevoli oggi non sono in grado di dare più sicurezza ai ciclisti. Sonostate abolite le uniche due corsie preferenziali per i mezzi pubblici, diminuendo ulteriormente la loro celerità. Reggi ha vinto con la propaganda, ha promesso l'acqua minerale dai rubinetti e siamo arrivati al razionamento al pompino che fa tanto "Roma città aperta". Far viaggiare gratis i pensionati in autobus vuol dire 2 milioni di euro di debito nel trasporto pubblico e si useranno le tasse per pagare i debiti: con una mano si dà e con due si toglie. Quanto alla stampa, che dovrebbe informare i cittadini di quello che succede, uno degli organi più importanti (Libertà n.d.r.) ha nel consiglio di amministrazione un consigliere comunale di maggioranza (Alessandro Miglioli n.d.r.)".
Quali sono le prime proposte del centrodestra?
"Ricordo che Berlusconi ha fatto capire che la priorità per la politica del centrodestra è l'ICI: non voglio fare il più bravo degli altri, ma perlomeno ho il pregio della coerenza".
C'è chi dice che il trasferimnto di Foti sui banchi del consiglio provinciale ha finito per indebolire l'opposizione in consiglio comunale.
"E' stato Gianluigi Boiardi a chiedermi di rimanere, per poi, ogni volta che lo critico, rinfacciarmi di avermi sconfitto, un evento che è capitato anche a lui quando fu sconfitto sonoramente da Polledri due anni prima di confrontarsi con me. Almeno io posso dire di aver perso a causa dell'arbitro venduto, cioè comprato con i soldi pubblici sperperati da Reggi. Sono rimasto in Provincia perché in quell'ente locale potevo rappresentare la città in quel consesso che, altrimenti, sarebbe stato frequentato ancor di più da consiglieri di provenienza provicnial. Ho rinunciato al seggio in Comune perché non penso sia sempre giusto cumulare cariche anche se compatibili. L'opposizione in comune ne ha davvero risentito? Non lo so e comunque sarei un presuntuoso ad affermarlo".
Le vostre considerazioni sulla giunta Boiardi sono sempre irriducibilmente negative
"E' una giunta veramente di basso profilo: Squeri sapeva fare politica e non temeva la competizione interna perché sapeva di essere il migliore. Boiardi invece è un personaggio politico modesto e si è contornato di figure minori che non facessero ombra: ma se per fare ombra a Squeri occorre una quercia, per non fare ombra a Boiardi bisogna rinunciare ai papaveri e accontentarsi di margherite".
Qualche riconoscimento lo avete concesso all'assessore Fernando Tribi
"E' una riconoscenza professionale per uno che le risposte le sa dare, è indubbiamente un lavoratore ma è comunista: due qualità che per me, messe insieme, non sono positive".
da Piacentini
