Data: 07/02/2006
Il parlamentare uscente reduce dalla convention romana di An
Il futuro di Alleanza Nazionale ruota attorno al foglio contenente i 50 nomi scelti da Gianfranco Fini per un posto sicuro in Parlamento.
Rappresentano i fedelissimi di un leader che, dalla conferenza programmatica del partito che si è chiusa domenica a Roma, è uscito con un'immagine decisamente rafforzata dopo le turbolenze dei mesi scorsi. Ma sapere se Tommaso Foti, deputato piacentino uscente, faccia parte o meno del gruppone appare ancora prematuro. Non sembra
certo in discussione la sua presenza in lista, ma la posizione, fattore determinante, è affare ancora affidato ai giochi interni di via della Scrofa. In Emilia molto ruoterà attorno alle decisione di Fini, probabile capolista, e al destino di Filippo Berselli, coordinatore regionale di An, in bilico tra Montecitorio e Palazzo Madama.
Nei sotterranei della convention si sarà parlato senz'altro di liste. In che misura Piacenza avrà ancora Foti come parlamentare?
«Lascio che questi giochi, che in realtà non mi affascinano molto, li facciano gli altri - spiega Foti - personalmente sono convinto di aver fatto il mio dovere, se servo ad Alleanza Nazionale ci sono, se non servo non avrò problemi a tornare al mio lavoro. Non faccio parte di quella categoria di politici che, nel caso di un'esclusione, cambiano partito oppure l'opinione sul proprio leader di partito».
Dalla Conferenza programmatica romana sembra uscire un partito rinsaldato sotto tutti i profili. E' solo l'effetto delle imminenti elezioni?
«Direi proprio di no, perché Alleanza Nazionale non ha mai avuto particolari fibrillazioni sotto il profilo politico. Probabilmente si sono verificati momenti in cui ci sono state fibrillazioni di ordine personalistico che sono rientrate, quindi mi pare sotto questo profilo che non sia un partito unito perché ci sono le elezioni, ma unito perché esistono dei forti valori condivisi».
An si è stretta attorno al suo leader Gianfranco Fini che nel recente passato ha creato qualche imbarazzo ai suoi "colonnelli", dando una svolta un po' più moderata e laica. Come potrà reagire la base degli elettori?
«Personalmente penso che Fini non abbia dato, nel corso di questi anni, delle svolte più moderate e laiche, ma abbia semplicemente ricalcato un percorso che è quello delle destre europee e di Governo.
E' evidente che il mondo cambia e cambia il ruolo delle formazioni politiche all'interno di una società in movimento. Se ci cristallizziamo attorno ad alcuni fatti o circostanze precipue, allora bisogna forse pensare a dei partiti fortemente identitari che però raccolgono il consenso di una marginalità dell'elettorato. Ma se si vuole invece un partito della nazione che ha indubbiamente una visione europea e che si vuole confrontare con gli scenari mondiali
ed essere per certi aspetti un movimento politico anche al di fuori dei confini italiani allora le prese di posizioni non hanno dato fastidio né ai colonnelli né agli elettori. Bisogna giudicare certe affermazioni facendo una valutazione più ampia».
da La Cronaca
