Data: 11/12/2011
Il decreto del governo Monti pomposamente definito "Salva Italia", che raschia il barile e che esprime una linea di lacrime e sangue, presenta aspetti che non mi convincono (in particolare modo sulle pensioni e sulla dissennata tassazione riservata alla casa), ma lo voterò per senso di responsabilità e per disciplina di partito, se il Governo porrà la fiducia.
Man mano che passano i giorni tutti si rendono conto di quanto sia amara la medicina del tecno-governo di Mario Monti.
Chiariamolo subito: questa non è la nostra manovra (immaginiamo se il centro-destra avesse deciso il maxiaumento di benzina e gasolio!!!), non è imputabile ad inesistenti colpe del governo Berlusconi, serve - o almeno si spera - ad impedire che precipiti l'intera Europa.
E' curioso osservare come la sinistra, che in passato prospettava mirabolanti ricette alternative alle misure economiche approvate dal Governo Berlusconi, oggi accetta supinamente riforme (a partire da quella delle pensioni) che ha sempre avversato.
Pur lasciando al governo tecnico la responsabilità di governare - con oneri e onori - il Popolo della Libertà ha evitato guai peggiori che sarebbero derivati dall'aumento delle aliquote Irpef, mentre è fortemente impegnato a ridurre l'impatto della riforma delle pensioni e la stangata - immotivata e figlia di un comunismo di ritorno - sulla casa.
Ciò detto, deve essere ben chiaro che i sacrifici fatti oggi dai cittadini non dovranno in alcun modo essere sperperati per nuova spesa pubblica: su questo il Popolo della Libertà vigilerà centesimo su centesimo di euro.
Dopo aver fatto trangugiare agli italiani una pinta di tasse senza precedenti (con le pudiche osservazioni di Confindustria che, per contro, ai tempi del Governo Berlusconi pubblicava manifesti contro il centrodestra) il Popolo della Libertà chiede al Governo tecnico di Monti di darsi da fare rapidamente per la crescita. Anzi: lo pretende.
Dunque ci aspettiamo che si muova fin da gennaio su tre direttrici: riforma del mercato del lavoro, grandi opere e privatizzazioni.
In aggiunta, va portata avanti la sburocratizzazione e la valorizzazione dell'amministrazione pubblica secondo criteri meritocratici, per liberare il Paese dai vincoli inutili dello Stato e per spezzare le catene che reprimono la libera iniziativa.
I cittadini subiscono il salasso di questi giorni forti della promessa di lavoro, di crescita e di impresa: nessuno dimenticherà questo impegno. Se qualcuno pensa di farlo può preparare le valigie.
da Libertà
