Data: 05/08/2005
Polledri e Foti attaccano: «Si applichi la Bossi-Fini»
«Il pacchetto Pisanu garantisce più sicurezza e accorcia i tempi di intervento della polizia». E ancora: «La legge Bossi-Fini va applicata anche quando prevede sanzioni per chi affitta appartamenti a clandestini o li sfrutta lavorando. E poi c'è la microcriminalità, da cui non si può prescindere. Il sindaco ha detto che avrebbe preso una casa in via Roma, ma tra un po' il municipio dovrà cambiare sede (il riferimento è al triplice accoltellamento di giovedì sera in piazza Cavalli). Come ha sottolineato Foti, «la strategia buonista è destinata a fallire».
Si è parlato di sicurezza ierialla sede della Lega Nord, dove i due deputati piacentini, Tommaso Foti (An) e Massimo Polledri, del Carroccio, insieme al condsigliere regionale leghista, Maurizio Parma, hanno parlato del recente pacchetto Pisanu, le norme antiterrorismo.
Tra il pubblico, anche il segretario del Siulp (Sindacato unitario lavoratori di polizia), Stefano Pizzamiglio. E nei prossimi giorni, Foti e Polledri chiederanno un incontro al questure per valutare l'applicabilità del complesso decreto anche a Piacenza, perché tra le forze dell'ordine, la carenza di organici è cronica.
Foti ha ricordato la genesi del "pacchetto sicurezza", ripensato dopo gli attentati di Londra per stabilire contatti più stretti tra i Paesi dell'area Schengen e no (la Gran Bretagna non aveva aderito). «Le norme - ha detto - sono un po' di natura speciale e ricordano quelle antimafia degli Anni 90. Il fermo di polizia (fino a 24 ore prima di avvertire l'autorità giudiziaria) concede un po' più ditempo per
identificare una persona. Noi di An volevamo di più, tre giorni, la Lega tre mesi». La norma consente maggiori controlli e il recupero di poliziotti utilizzati per le scorte». Poi, Foti ha affermato che da troppo tempo la polizia trova sempre più spesso dei clandestini, ai quali qualcuno affitta case o promette un lavoro in nero». Sull'allerta terrorismo, Foti ha ricordato come il nostro territorio abbia diversi obiettivi sensibili: la centrale nucleare di Caorso, le ferrovie, le autostrade. Ecco, di fronte a ciò che sta accadendo vorrei
che il sindaco Reggi e ilpresidente della Provincia Boiardi dessero maggiori segnali di fermezza e non fare a gara per chi è più permissivo».
Pesante anche l'intervento di Polledri. «Il diritto alla sicurezza, costitutivo della Casa delle libertà, è garantito ai piacentini dai parlamentarilocali. La Bossi-Fini qui si applica più che altrove in Emilia Romagna (i primi per espulsioni) rispettoa Reggio Emilia, Modena o Bologna. Forse la legge non è applicata ovunque nello stesso modo.
Qui c'è la coscienza di applicare la Bossi-Fini, ma non vorrei che Comune e Provincia remassero contro». Sul fermo di polizia di 24 ore, Polledri «sottolinea come in Gran Bretagna sia di 50 giorni. E non è che là non siano democratici. Ora c'è l'espulsione certa degli indesiderabili. Imam come quello di Carmagnola o di Cremona, che vanno contro la Costituzione e i cittadini, possono ora essere espulsi.
Importante è poi il controllo sulla telefonia e sui centri pubblici di telefonia (la relazione dei servizi segreti li ha indicati tra i punti principali di raccolta di denaro da inviare alle formazioni terroristiche islamiche, ndr). Lancio una sfida a tuttii sindaci: rivedere l'approccioverso i call center. Servono misure più stringenti per il mantenimento delle licenze. Chiediamo che i call center non siano coinvolti in strani traffici e a Piacenza una delle zone dove ce ne sono di più è via Roma. Quia settembre porremo il problema della sicurezza. Chiediamo l'applicazione della legge e l'identificazione dei clandestini». In provincia, gli immigrati sono circa 18.000 su 250mila abitanti, quasi il 9 per cento. «Chi vuole più clandestini a Piacenza - ironizza POlledri - alle prossime elezioni non voti più Foti, Polledri e Parma».
Di recente, le Forze dell'ordine hanno scovato decine e decine di clandestini, ma le risorse, in termini di uomini non sempre consentono un'applicazione continua della legge Bossi-Fini. Ora, poi, c'è anche il decretoantiterrorismo. Di questo, i due deputati, ne parleranno presto con il questore.
La Cronaca
