Camera

detenuti in india Craxi "gela" le proposte di Foti per rimpatriare Angelo e Simone«I bobbiesi presentino appello»

Data: 25/09/2008

bobbio - Si allontana la speranza di riportare presto Angelo e Simone a casa, magari grazie ad un accordo tra Italia e India o ad uno scambio di detenuti. Il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, rispondendo all'interrogazione presentata dal parlamentare Tommaso Foti (An-Pdl), afferma che la «strada maestra» per i due bobbiesi in carcere a Mandi per droga «resta quella di difendersi in giudizio e dimostrare la loro estraneità ai fatti di cui vengono accusati».
«L'India non ha aderito alla Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate - scrive ancora il sottosegretario - pertanto non appare percorribile l'ipotesi prospettata dal parlamentare Foti di trasferire i due piacentini, che continuano a dichiararsi innocenti, in un carcere italiano».
Giovanni Falcone, padre di Angelo, che da un anno e mezzo si batte perché siano garantiti i diritti dei nostri detenuti all'estero, ieri ha ringraziato Foti «per l'impegno preso in prima persona», annunciando che la sua battaglia per la libertà andrà avanti comunque.
Il parlamentare di An ora suggerisce di puntare tutto sull'appello, magari con altri avvocati. «La risposta resa dal sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi all'interrogazione da me presentata relativamente alla condanna in primo grado a dieci anni di reclusione inflitta ai cittadini bobbiesi arrestati in India non può certo indurre all'ottimismo. Come temevo, ogni altro escamotage studiato per riportare i due bobbiesi in Italia cozza contro la mancanza di strumenti giuridici che disciplinino i rapporti tra India ed Italia, per vicende di questo tipo».
«Al di là del sostegno, anche economico, fornito dalle nostre autorità diplomatiche ai due connazionali (20mila euro complessivi, ndr) - conclude Foti - allo stato attuale non vedo altra strada che la difesa nel processo d'appello, magari ricorrendo ad altro legale rispetto a quello che ha seguito, con scarsa fortuna, il processo di primo grado».
m.b.

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