Camera

di MARTA TARTARINI
Una manovra leggera, di soli tre articoli più le tabelle

Data: 05/10/2009

di MARTA TARTARINI
Una manovra leggera, di soli tre articoli più le tabelle. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la finanziaria 2010. I presupposti sui quali è costruita: il miglioramento delle previsioni economiche su crescita, avanzo, deficit e debito. La Finanziaria destina 3,4 miliardi, spalmati nel triennio 2010-2012, al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, di cui 693 milioni nel 2010. Il documento, inoltre, stabilisce che "le maggiori disponibilità che si realizzassero nel 2010 rispetto alle previsioni sono destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti delle famiglie con figli e dei percettori di reddito medio-basso". Intanto il dibattito politico si concentra sullo scudo fiscale che permette il rientro di capitali dall'estero.
"Una finanziaria light ovvero che non farà nulla". Questa la bocciatura di Pier Luigi Bersani. Il candidato segretario del Pd fa notare i rischi "di una fase di stagnazione molto lunga". La proposta alternativa: "Mettere soldi veri nelle tasche dei percettori dei redditi più bassi e in particolare intervenire nel Mezzogiorno, dove la situazione è drammatica". Per l'ex ministro è poi necessario che i Comuni possano "aprire tanti piccoli cantieri". Lo scudo fiscale è "una vergogna, uno schiaffo a chi paga le tasse, una colossale ripulitura di denaro organizzata dallo Stato a poco prezzo. Questo sarebbe il governo che sta con il popolo e non con i parassiti? ", chiude Bersani.
Anche per Maurizio Migliavacca "la finanziaria è light, ma la crisi è pesante: ci sono sì risorse per la cassa integrazione, ma il problema vero è ridare slancio alla domanda e agli investimenti, cosa che non si fa. Lo scudo - continua il responsabile organizzazione del Pd - è un'amnistia mascherata. Chi paga le tasse è ancora una volta irriso. Almeno lo si poteva fare con una aliquota più alta e comunque senza cancellare i reati".
Il Pd, ricorda Paola De Micheli, "si era espresso contro lo scudo fiscale fin dalla sua prima stesura del luglio scorso, ma aveva aperto al dialogo, in considerazione che erano stati introdotti alcuni piccoli correttivi di trasparenza e chiarezza. Questo nuovo decreto invece ha subito al Senato radicali modifiche che lo rendono ancor più inaccettabile". E spiega: "E' un condono tombale e anonimo al quale possono accedere tutti, anche chi ha trasferito capitali per mafia, droga o terrorismo. Non stiamo parlando del piccolo imprenditore che ha sottratto al fisco qualche migliaia di euro, ma - osserva la deputata del Pd - di una vera e propria sanatoria di alcuni dei reati più odiosi, che non solo umilia gli onesti, ma permette di farla franca alla criminalità organizzata".
Altro aspetto "grave è l'incapacità di Tremonti di affrontare il problema della spesa pubblica che sta esplodendo. Gli ipotetici 5 miliardi che dovrebbero arrivare dal condono, serviranno non per l'economia, ma per coprire una serie di gravissimi errori di gestione della spesa pubblica".
Per Tommaso Foti questo è un provvedimento "leggero" che "non mette le mani nelle tasche degli italiani, nulla a che spartire con le finanziarie approvate dalla sinistra, tutte impregnate di norme incomprensibili, fonti di tasse gravose e di spese inutili".
Il governo Berlusconi procede "nell'attuazione del programma di rilancio del sistema paese attraverso un'azione rigorosa per il risanamento del debito pubblico e per lo sviluppo dell'economia italiana con il Pil che, dal prossimo anno, tornerà a crescere dello 0,7%. Lo scudo fiscale poi "ha il pregio di fare tornare in Italia quei capitali che la sinistra aveva consentito che finissero esentasse all'estero"
Per Massimo Polledri lo scudo "è una necessità. L'alternativa era aumentare le tasse per tutti. Lungi da noi tessere l'elogio dell'evasione fiscale: i soldi per lo scudo saranno utilizzati per capitalizzare le aziende". Il deputato del Carroccio nota che "se il tessuto artigianale del Paese ha retto l'impatto con la grave congiuntura internazionale è perché una parte di nero è servita per far fronte all'urto della crisi, consentendo alle piccole realtà imprenditoriali di campare. Rimane il fatto che i dati ci danno ragione". Polledri cita i dati dell'Agenzia delle Entrate per cui, nei primi otto mesi "sono stati contestati 10 miliardi.  Di questi 2,8 sono stati recuperati alle casse dello Stato, il doppio di quanto fatto dal governo Prodi. Siamo anche riusciti a prendere con le mani nel sacco la famiglia Agnelli che per anni ha presentato bilanci ridicoli. Ora - chiude - vorremmo si parlasse di altre cose, come la legge sulle cure palliative, per cui sono stati stanziati 150 milioni. Ben venga lo scudo se servono per buone cause come questa".

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TommasoFoti
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