Camera

Disastro del Po
troppi interrogativi

Data: 08/03/2010

Un disastro ambientale che tiene in apprensione chi vive sul Grande Fiume e tutti quelli che hanno a cuore l'integrità del Po e dell'ambiente circostante. Passata l'emergenza resta ancora da indagare sullo sversamento di idrocarburi nel Lambro e da qui arrivati nel piacentino. Anche il mondo della politica si interroga sull'accaduto e sul come reagire.
Massimo Polledri lo definisce "atto di ecoterrorismo dai contorni torbidi, tanto più se si pensa che ci possano essere interessi legati alla mafia. Un affronto alla vena pulsante della pianura padana, simbolo di identità e collante delle sue genti". Il deputato della Lega osserva: "In un primo tempo abbiamo assistito a un ritardo della protezione civile dell'Emilia Romagna. Mi chiedo cosa abbia aspettato prima di attivarsi. Bastava guardare un telegiornale per apprendere la notizia e prevedere che la macchia nera sarebbe presto arrivata in Po". Isola Serafini è stata "determinante, solo una parte minima degli idrocarburi è sfuggita. Tutto sommato, anche questa volta, ce la siamo cavata". Polledri segnala il pronto intervento del presidente della commissione Ambiente della Camera, Angelo Alessandri, "figura chiave nel coinvolgimento del sottosegretario Guido Bertolaso".
Tommaso Foti sottolinea che "il timore che il Po potesse essere inquinato in modo irreparabile è stato forte, per fortuna lo sbarramento di Isola Serafini ha dato un contributo determinante. Ora che l'emergenza è stata affrontata in modo risolutivo grazie soprattutto all'intervento del sottosegretario Bertolaso inviato, dopo che per un paio di giorni la situazione era stata sottovalutata a livello regionale, occorre ripensare alle misure di coordinamento sul Po che sono risultate palesemente insufficienti". Il deputato del Pdl si augura che i responsabili del disastro "vengano individuati, sbattuti in galera e buttate via le chiavi della cella", ma "non posso sottacere il personale disappunto per il mancato coordinamento che si registra sull'asta del Po". Per Foti "non si tratta solo di trasformare l'autorità in distretto con la nomina di un segretario, cosa che reputavo urgente un anno fa e lo è ancora di più, ma definire una volta per tutte un quadro normativo chiaro che eviti sovrapposizioni di funzioni che poi servono unicamente ad alimentare il gioco dello scarica barile quando capita qualche evento calamitoso o doloso". Per questo presenterà una risoluzione alla Camera in cui "oltre a chiedere che vengano assegnati con urgenza adeguati fondi per potere fare fronte alla bonifica, si affronti il tema di chi fa che cosa sul Po".
Sul fronte Pd, Paola De Micheli ritiene che "restano ancora molte domande senza risposta, per questo ho deciso di presentare un'apposita interrogazione parlamentare.   Occorre chiarire innanzitutto come sia stato possibile un allarme così ritardato, sia dall'impresa coinvolta che dalle autorità lombarde, considerato che sono passate cinque ore tra l'accaduto e il primo allarme. E comunque se le prime misure adottate lungo il corso del fiume Lambro siano state insufficienti".   L'altro aspetto importante, segnalato dalla parlamentare è "conoscere in quali impianti di smaltimento si intende portare i materiali di risulta dalla prima bonifica, considerato che gli impianti presenti a Piacenza attivati non risultano sufficienti per ricevere l'intera quantità".
Duro il giudizio sull'accaduto di Maurizio Migliavacca: "Non è la prima, speriamo sia l'ultima volta. Quello che è successo è grave: l'area dello sversamento era stata declassificata come area non più a rischio e l'allarme è stato lanciato in ritardo. Ci troviamo di fronte - continua il coordinatore della segreteria del Pd - all'ennesimo episodio (il Lambro è tristemente famoso) che dovrebbe chiamare in causa il governo del territorio di Milano e della Regione, un governo lassista nei confronti dell'ambiente. Le conseguenze le paga il Po e le regioni che sono a valle. Non è più tollerabile: è giusto che chi è danneggiato valuti se richiedere i danni"
Anche Bersani parla di un "gravissimo inquinamento che richiama la necessità di ripristinare il governo integrato del distretto di bacino del fiume. La frammentazione di soggetti, competenze e interventi, voluta dal governo e dal centrodestra, è alla base dei molti problemi irrisolti. Il colpo definitivo - prosegue il segretario del Pd - è venuto dal taglio dei finanziamenti da parte del governo per la messa in sicurezza di parti del fiume. A proposito di federalismo e di politiche per il nord non si poteva fare di peggio".

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TommasoFoti
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