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Disoccupazione giovanile:
preoccupazione bipartisan

Data: 04/10/2010

Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2010 è salito all'8,5%. Lo ha comunicato l'Istat aggiungendo che si tratta del livello più alto dal terzo trimestre del 2003. L'aumento è stato di 0,1 decimi di punto rispetto al primo trimestre e di un punto rispetto al secondo trimestre dell'anno scorso. Particolarmente preoccupante il dato sui giovani: il tasso relativo a oggi ha un'età tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 27,9%, il massimo dal secondo trimestre del 1999.
Maurizio Migliavacca osserva che questo dato è "un spia della crisi italiana: il paese ha avuto una caduta superiore ai Paesi europei e anche i timidi segnali che si vedono in Ue da noi sono inferiori a quelli degli altri paesi. L'Italia rinuncia al suo futuro e il governo galleggia sulla crisi: al di là della cassintegrazione non è stato fatto niente per rianimare l'economia. Il che - prosegue il coordinatore della segreteria del Pd - si collega con l'assenza di un Ministro dello Sviluppo economico: è grave non solo che non ci sia il sostituto di Scajola, ma che l'interim sia stato tenuto dal presidente del Consiglio in evidente conflitto di interessi. Un esempio? Da noi non sono state messe all'asta le frequenze del digitale terrestre, rinunciando a risorse che potevano essere investite per l'occupazione".
Anche per Paola De Micheli "l'assenza del Ministro per lo sviluppo dimostra come questo governo non si occupi del paese. La situazone economica inviterebbe a maggior respomsabilità". Sul lavoro giovanile la deputata ritiene che l'assemblea di Varese del Pd "darà risposte credibili: che questo paese sia fermo bloccato dalle corporazioni è sotto gli occhi di tutti, per questo i giovani non trovano sbocco. Noi pensiamo al ?Paese delle Opportunita', un paese che fa del rischio, del sacrifico, del merito e della mobilità sociale gli strumenti di realizzazione di giovani. Ci sono politiche a costo zero, immediatamente attuabili che sbloccherebbero il mercato del lavoro, ma - avverte De Micheli - oggi il governo non governa più".
Più volte il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani ha richiamato l'esecutivo ad occuparsi di cose concrete come il lavoro. Recentemente ha dichiarato: "Davanti alla crisi siamo stati semplicemente con le mani in mano. Berlusconi dice che stiamo meglio degli altri. Noi abbiamo detto fin dal primo momento che non era vero. Adesso - continua - vedo che anche altri lo dicono. Bisogna guardare in faccia alla realtà dire che il problema c'è, fare sul serio un po' di riforme, mettere in moto le attività economiche, non aspettare la famosa crescita per avere lavoro ma produrre un pò di lavoro per avere crescita".
Per Tommaso Foti "il dramma della disoccupazione giovanile merita grande attenzione. Abbiamo la ferma determinazione a dare ulteriore impulso alle politiche educative e formative, per rendere sempre più stretto il rapporto tra mondo della scuola e del lavoro". In questo senso è "imminente il varo di un provvedimento rivolto ai giovani che comprenderà la concessione del prestito d'onore, la tassazione agevolata per  le imprese avviate, il riconoscimento di crediti d'imposta per le imprese che trasformano i contratti a tempo determinato in indeterminato". Il nuovo ministro dello Sviluppo "darà ulteriore positivo impulso ad un'attività che non si è mai interrotta. Il Ministero - sottolinea il parlamentare Pdl - sotto la guida del Presidente Berlusconi ha infatti emanato più di 300 provvedimenti, in alcuni casi davvero rivoluzionari come la norma che consente di avviare una qualsiasi attività d'impresa senza la preventiva acquisizione di autorizzazioni, essendo demandate alla fase successiva le verifiche della pubblica amministrazione".
La situazione occupazionale è "in linea con gli altri paesi europei, cioè stabile nonostante la crisi", è la valutazione di Massimo Polledri, che cita alcuni dati: "Nel mese di luglio, i senza lavoro nei 16 paesi della zona Euro erano pari al 10%, mentre nell'Ue i disoccupati corrispondono al 9,6%". Per quanto riguarda i giovani il deputato della Lega Nord osserva che "il Governo ha introdotto una serie di ammortizzatori sociali prima inesistenti come l'aumento dell'indennità di disoccupazione per i precari e l'una tantum introdotta nel 2009 a protezione del reddito dei collaboratori passata da 2.000 a 4.000 euro. Per questo è sensato chiedersi se uno straniero può rimanere oltre un anno in Italia senza lavoro o sarebbe meglio rimandarlo nel proprio Paese, come sta facendo la Spagna". Sullo Sviluppo economico Polledri non ha dubbi: "Berlusconi ha firmato oltre 300 documenti, non ci sembra che quando al suo posto vi era Bersani egli abbia fatto neanche la metà di questo lavoro".
Anna Bertoli

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