Camera

Dissesto idrogeologico, 150 milioni
in tre anni per un piano di prevenzione

Data: 23/10/2010

150 milioni di euro nei prossimi tre anni per un piano che prevenga il dissesto idrogeologico del territorio regionale. Non si sa in che misura Piacenza potrà attingere a questi fondi Fas, che saranno con ogni probabilità operativi dal prossimo anno, ma sembra che l'area della Valtidone e della Valdarda siano tra quelle in prima linea per la messa in sicurezza. Ma «dobbiamo verificare se ci sia la disponibilità anche sulla Valnure - commenta l'onorevole Tommaso Foti nel darne notizia, ieri nella sede del Pdl - e non dimenticheremo di sottolineare in generale le priorità dell'Appennino emiliano, una zona che nel versante piacentino e parmense è tra le più interessate da questo tipo di fenomeni».
ACCORDO BIPARTISAN L'Emilia Romagna dovrebbe sottoscrivere nelle prossime due settimane l'accordo di programma che prevede interventi da 90 milioni a carico dello Stato e 60 in mano alla Regione. «Una sinergia positiva tra Stato e Regione - continua Foti - che andrebbe salutata in modo bipartisan. È questo l'esito dell'audizione con il ministro Stefania Prestigiacomo dell'altro giorno alla Camera. Al piano hanno già aderito la Sicilia, la Calabria, l'Abruzzo e il Molise. Ora tocca all'Emilia Romagna. Questi sono fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate, ndc) e quindi devono essere ripartiti sul territorio nazionale per l'85% al sud e per il 15% al nord. L'Emilia ha comunque un pacchetto di investimenti da 150 milioni di euro da stabilire sulla base delle priorità o delle emergenze segnalate. Sono fondi che finalmente consentiranno non di correre ai ripari ma di agire in prevenzione, ottenuti attraverso l'ottima disponibilità sia del ministro Prestigiacomo che dell'assessore regionale Paola Gazzolo».
100 MILIONI - Ma non finisce qui: «Mi auguro si possa aggiungere un finanziamento ulteriore da 100 milioni di euro che dovrebbero essere assegnati a Liguria, Emilia Romagna e Toscana - prosegue Foti - e che dovrebbero arrivare nella nostra regione per il 20-25% della cifra totale. Si tratta di una seconda tranche legata ai danni delle vicende del 2009, gli stessi danni per i quali erano arrivati i 5 milioni di euro all'inizio dell'estate. Noi faremo il possibile perché questa seconda tranche non sia solo un'ipotesi». «Del resto - precisa - ci sono Comuni che non hanno ancora avuto risorse adeguate per sanare i danni causati dal dissesto idrogeologico: penso a Nibbiano, Piozzano, Lugagnano, Morfasso e tanti altri. Se questo obiettivo, quello dei 100 milioni, andrà in porto potremo dire di contare su 174 milioni di euro di cui 60 dalla Regione». «Mi sembra una risposta significativa - conclude l'onorevole - pregnante a tutti i livelli, sia in termini strutturali che preventivi, una risposta che esca da alcuni interventi a spot che non hanno compreso tutto il territorio».
Mal.

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TommasoFoti
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