Camera

Dissesto idrogeologico
Al via la conta dei danni

Data: 11/01/2010

Piacenza, davvero dimenticata dal Governo? A voler fare l'elenco dei danni, ascoltando cittadini e sindaci dei Comuni particolarmente colpiti dal maltempo (e dalla neve bagnata e "salata"), il quadro che emerge è facilmente riassumibile: prima di restare in "braghe di tela", occorre un'azione di prevenzione oltre che di riparazione dei danni diffusi soprattutto sottoforma di dissesto idrogeologico. Altrimenti ad ogni temporale suonerà il campanello delle frane.
Non a caso, Piacenza è tra le province italiane con percentuale di territorio più a rischio potenziale di dissesto idrogeologico, raggiungendo il 26% (nel 2006 era terza in Italia, ora il dato sarebbe da revisionare ma calcolando che il panorama non appare migliorato in modo almeno evidente tutto lascia presupporre che la provincia sia nuovamente ancorata al suo triste podio). Gianfranco Larini, responsabile del servizio tecnico bacini degli affluenti del Po, annuncia una settimana intensa per fare il punto della situazione, in linea con quanto annunciato dalla Regione che avrebbe garantito tutti i sopralluoghi necessari per verificare lo stato di calamità entro la fine di gennaio.
«Stiamo valutando le urgenze - commenta Larini - nel frattempo abbiamo agito soprattutto con i fondi regionali del capitolo "Pronto intervento", in anticipazione di bilancio. Tuttavia se non si agisce con prevenzione è inutile mettere una "pezza" con finanziamenti (l'ultimo stanziamento è quello firmato dall´assessore regionale Mario Luigi Bruschini il 23 dicembre, che ammonta a 370 mila complessivi, dedicati a pronti interventi e dirottati, in concessione ai Comuni, per lavori straordinari non risolutivi, ndr). I corsi d'acqua vanno sistemati, altrimenti le infrastrutture saranno sempre a rischio e le frane altrettanto presenti: la cattiva manutenzione, la scarsa capacità previsionale creano meccanismi a catena». «Noi - conclude - daremo la priorità a ripristinare le difese spondali».
Ma, in definitiva, Piacenza è davvero dimenticata dal Governo? Si farà il punto sulle prospettive oggi pomeriggio, in Provincia, durante il summit tra sindaci colpiti dalle frane, il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, e i parlamentari piacentini Tommaso Foti (Pdl), Massimo Polledri (Lega Nord), Paola De Micheli (Pd) e, ancora in forse, Maurizio Migliavacca (Pd).
L'esito della quadra dovrebbe infine approdare nel consiglio provinciale di oggi. Intanto, Paola De Micheli, dopo gli interventi dei "colleghi" - pur di altro schieramento - Foti e Polledri (riportati da Libertà di ieri), contesta il fatto che «gli emendamenti alla finanziaria, dove avevamo ipotizzato dai 10 ai 30 milioni di euro, non sono stati resi ammissibili, mentre per altre situazioni, in regioni di centrodestra, i soldi per le frane sono stati stanziati. Ora si parla di un fondo da un miliardo, ma la mia impressione è che ne attingeranno un po' tutti. Io vorrei che si puntasse soprattutto alla messa in sicurezza».
Per quanto riguarda la "questione neve" arringa ancora la De Micheli: «I problemi dei Comuni non possono lasciarci indifferenti: devono essere aiutati nell'assetto organizzativo e finanziario. Applichiamo - propone - la delega sul federalismo ma cominciando dalle entrate, non, come si vocifera, dal demanio».
Elisa Malacalza

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