Data: 30/03/2009
di MARTA TARTARINI
«Ivolontari che parteciperanno alle ronde non saranno muniti di armi, ma avranno solo cellulari e ricetrasmittenti per fare segnalazioni alle forze dell'ordine». Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha illustrato il provvedimento approvato a febbraio dal Consiglio dei ministro. Sull'utilizzo delle ronde, ha aggiunto Maroni, «saranno i sindaci a decidere il come, il dove e il quando utilizzare questi volontari». Il decreto stanzia poi «100 milioni di euro al Viminale per allestire un sistema più efficace di presidio del territorio e procedere entro il 31 marzo all'assunzione di 2.500 unità di forze dell'ordine da mettere per questo piano straordinario di controllo del territorio».
Critico il Partito democratico. Paola De Micheli attacca: «Le ronde appena legalizzate hanno un sapore molto poco democratico che ricorda un tempo fortunatamente passato. Questa sorta di polizia privata, oltre a delegittimare la polizia di stato (che se adeguatamente finanziata, sarebbe più che sufficiente per far sentire al sicuro i cittadini), pare essere un luogo di arruolamento in cui è possibile dare libero sfogo ai propri istinti, giustificandoli con la volontà di mettersi a disposizione della collettività». Per la deputata «non si può affidare la pubblica sicurezza a volenterosi che presidiano la città senza alcun tipo di formazione specifica. Non ci si improvvisa vigilantes». Il suo timore è che «non passerà molto da qui ai primi atti di violenza che questi scateneranno a causa dell'inesperienza ad affrontare situazioni non sempre facili e prevedibili». Insomma, conclude la neodeputata, «è sicuramente necessario aumentare la sicurezza dei cittadini, ma questa non è la strada giusta; più di buon senso mi pare la proposta del Pd di dedicare alla sicurezza i 500 milioni di euro che si risparmierebbero accorpando in un'unica data le elezioni amministrative, europee e il referendum».
Una proposta ricordata anche da Maurizio Migliavacca, che precisa: «Con i risparmi che si otterrebbero con l'Election day si potrebbero finanziare 5 mila nuovi agenti. Il problema della sicurezza è un problema serio che non si risolve con trovate propagandistiche come le ronde, ma rendendo più efficace il lavoro delle istituzioni dello Stato preposte alla prevenzione e alla repressione. E su questo c'è un problema di risorse e la necessità di riforme che rendano più efficaci le pene. Così si affronta in modo serio».
Le ronde poi, osserva Migliavacca, «si rivelano non solo inutili ma anche dannose se richiedono un maggiore impegno delle forze dell'ordine. Piuttosto si potrebbe pensare ad altre forme, come avviene in altri Paesi, di corpi ausiliari attingendo ad ex agenti: persone preparate, selezionate e indipendenti per evitare ronde di partito».
Dal centro destra si difende il contenuto del decreto. Massimo Polledri: «La polemica in merito alla questione ronde pare, alla luce degli ultimi eventi, strumentale e fuori luogo. Vorrei segnalare che ronde simili a quelle ora istituite, sono presenti sul territorio sardo dal XVII secolo. Le ronde sarde - ricorda il deputato della Lega - denominate compagnie barracellari hanno tra i loro compiti quello di sorvegliare il territorio, sotto l'aspetto della tutela ambientale, e quello di sopprimere il reato di furto di bestiame. Dunque non è una novità». Poi sulle nuove norme anti stupri, «vorrei ricordare una recente statistica molto chiara: il 60% delle violenze sessuali è opera di stranieri, il 40% di italiani. Tra gli stranieri i romeni guidano la graduatoria: 8% su scala nazionale, 24% a Roma, 11 % a Milano e Bologna (pur essendo 772 mila, pari all'1,3 % della popolazione residente)».
Tommaso Foti (Pdl) nota che «la propaganda di sinistra e l'eccessiva semplificazione giornalistica tendono a trasformare l'efficace ed efficiente decreto sicurezza in una limitativa querelle sulle ronde». L'iniziativa del governo prevede invece «giustamente la costituzione di associazioni, composte preferibilmente da appartenenti in congedo delle forze dell'ordine, delle forze armate e degli altri corpi dello Stato, che affiancheranno, e non sostituiranno, le autorità di pubblica sicurezza nell'attività di prevenzione del crimine e di vigilanza. Nel lasciare alla propaganda politica le ronde bianche, rosse, verdi o nere che si rincorrono talvolta anche fisicamente, impegnando e distraendo le forze dell'ordine invece di coadiuvarle, esprimo pieno appoggio per una legge che si preoccupa - chiude il parlamentare del Pdl - di dare maggiore sicurezza ai cittadini e non di predisporre spot elettorali».
