Data: 06/03/2010
(mir) La Lega nord di Piacenza lancerà anche in Emilia Romagna il "Patto per la vita e per la famiglia", sulla scia di quanto già fatto dal candidato leghista alla Regione Piemonte Roberto Cota.
Lo ha annunciato ieri il deputato del Carroccio Massimo Polledri durante la visita della candidata presidente alle Regionali Anna Maria Bernini. «Anche a Piacenza la pillola abortiva viene distribuita con modalità illegali e barbare - ha detto Polledri - e molte donne vengono mandate a casa ad abortire da sole. Questo non può essere accettato, così come non possiamo tollerare l'attacco alla famiglia tradizionale: diciamo quindi no al registro per le unioni di fatto». Nel Patto un punto è dedicato anche agli stranieri: «Non siamo contro il loro arrivo sul nostro territorio - ha detto Polledri - ma devono adeguarsi alle nostre leggi e alle nostre tradizioni, innanzitutto all'interno delle loro case. Bambine e mogli, quindi, devono essere trattate come esseri umani e non oggetto di soprusi».
La proposta di Polledri ha incassato il sostegno convinto della Bernini: «Noi abbiamo un elemento centrale nella nostra azione politica, che è l'essere umano. La tutela dei suoi diritti e delle sue libertà è fondamentale».
Accanto a lei, il coordinatore provinciale del Pdl e deputato Tommaso Foti, il presidente della Provincia Massimo Trespidi e il segretario provinciale della Lega nord Pietro Pisani.
In prima fila, i sei candidati piacentini della coalizione: Renata Basini, Carlo Mistraletti e Andrea Pollastri per il Popolo della libertà, Luigi Fogliazza, Stefano Cavalli e Medardo Zanetti per la Lega nord.
«Faccio il mio più sincero in bocca al lupo a tutti - li ha spronati la Bernini - ci aspetta una bella sfida, ma se non fosse così non varrebbe neppure la pena di correrla. Siamo sicuri di combattere per vincere, abbiamo un'ottima squadra in tutte le nuove province e sono certa che otterremo un ottimo risultato. Da Piacenza mi aspetto il solito grande contributo, sarà all'altezza».
Una battuta anche sulla mancata alleanza con l'Udc: «I valori e i contenuti dovrebbero unirci - ha commentato la candidata presidente - ma loro hanno fatto scelte basate su altri elementi: avranno i loro motivi e ne prendiamo atto, non capisco come in Regioni come il Piemonte siano al fianco del Pd, ossia chi ha appena celebrato nozze omossessuali».
Ultima dichiarazione sulla mancata accettazione delle liste del centrodestra in Lazio e Lombardia: «Aspettiamo la fine del percorso della magistratura, ma non possiamo non tenere conto anche del buonsenso: proprio perché in Italia la sovranità appartiene al popolo, non si può escludere una così grande porzione di elettorato da competizioni democratiche».
