Data: 22/07/2010
Chi sarà il nuovo presidente di Tempi Spa? E' molto probabile che il sindaco Roberto Reggi abbia già in mente un profilo preciso se non un nome altrettanto papabile. E sarà ancora il Comune, socio di maggioranza, ad indicare il timoniere di Tempi, vale a dire il consigliere destinato a reggere la presidenza, mentre alla Provincia toccherà scegliere i due consiglieri di amministrazione. Tutto fa pensare che l'accordo fra Trespidi e Reggi non sarà complicato, c'è buona sintonia, anche se sul nome vige il silenzio.
Tuttavia, provando a fare due conti, ci sarebbe una figura che calza a pennello al candidato ideale: fuori dalla stretta dipendenza politica e partitica, già esperto della materia, con una provenienza universitaria adeguata: è l'ex vicepresidente di Enìa Marco Elefanti che fu presidente proprio di Acap e di Tempi. L'interessato, in predicato però di diventare consigliere di Iren, la nuova maxi-municipalizzata (e come tale incompatibile), nega simpaticamente: «Non si torna su cose già fatte». Altre figure del mondo universitario sembrano avere però le carte attese, come Luca Quintavalla e Francesco Timpano, peraltro nello staff di Vittorio Silva, neo segretario del Pd succeduto proprio a Paolo Botti.
Di certo si tratta di un presidente per i tempi duri, non c'è la corsa a ricoprire il ruolo. Tanto più in vista dell'ulteriore taglio al trasporto locale (Anna Maria Fellegara ha ipotizzato in due milioni di euro la temuta decurtazione).
Silva stesso non si sbilancia sul punto, ma commenta: «Prendo atto volentieri che Comune e Provincia si muovono di comune accordo per affrontare le tappe che ha davanti Tempi Servizi, c'è volontà di elaborare un progetto condiviso per futuro della partecipata. Il trasporto pubblico locale si trova in una fase delicata - aggiunge - perché le aziende stanno affrontando una situazione economica difficile, l'incremento dei costi, una significativa riduzione dei trasferimenti».
Per Silva si tratta ora di pensare ad un serio progetto industriale che procuri partner in grado di far crescere le dimensioni dell'azienda. Non è però compito delle forze politiche scegliere questi partner industriali.
Silva insiste su amministratori con competenze ed esperienza in grado di affrontare una fase complessa, prima di tutto tecnici («Chi amministra non deve far politica, deve gestire»).
Quindi il serbatoio dell'università può essere ideale.
Dal fronte del centrodestra, il coordinatore del Pdl Tommaso Foti commenta la giornata delle dimissioni come un fatto dovuto, atteso, ma ora la parola passa ai due soci.
Il presidente da eleggere? «Le nomine le fanno gli enti e si assumano la responsabilità di chi nominano. Sono rispettoso del loro ruolo, certo ci vuole gente capace. Figure tecniche? Ce ne sono già state, sapere amministrare è anche qualcosa di diverso, le aziende per fare i tecnici pagano gli amministratori delegati».
Lo stesso Foti, insieme all'onorevole Massimo Polledri (Lega), solo due giorni fa aveva fatto balenare l'ipotesi di un socio privato come Autoguidovie. Ma in via generale, ritiene che siano delle gare serie e ben fatte a garantire le migliori partecipazioni.
Intanto il presidente della Provincia Massimo Trespidi non chiude la porta né a partner pubblici né privati: «Valutiamo tutte le proposte, vedremo la più efficace per contribuire al rilancio. L'ipotesi su Autoguidovie? Non ne so nulla, l'ho appresa dalla stampa».
p. s.
