Camera

Elezioni anticipate
occasione per Reggi

Data: 08/08/2010

Al di là dell'emergere, anche a Piacenza, di una componente di "finiani" che promette di farsi sentire nel dibattito politico locale, quali contraccolpi all'ombra del Gotico dal corto circuito nella maggioranza di centrodestra da due anni al governo del Paese? I più rilevanti potrebbero derivare da uno scioglimento delle camere con conseguente chiamata alle urne anticipata rispetto alla scadenza naturale del 2013. In quella eventualità, all'interno del toto-candidatura per un seggio da onorevole che tornerebbe complessivamente ad agitare il ceto politico locale a partire dagli uscenti Tommaso Foti del Pdl, Massimo Polledri della Lega Nord e Paola De Micheli del Pd (ci sono anche i democratici Maurizio Migliavacca e Pierluigi Bersani dei quali però tutto si può dire tranne che corrano qualche rischio di perdere il treno per Roma), il caso che soprattutto potrebbe tenere banco è la discesa in campo del sindaco.
Roberto Reggi scade nel giugno del 2012. E' al suo secondo mandato, dunque non è ricandidabile alla guida di Palazzo Mercanti. Già di una sua possibile corsa ad assemblee elettive di livello superiore si è parlato in occasione dei più recenti passaggi alle urne. Solo congetture di retroscena per la verità, e d'altra parte nel caso sia delle politiche 2008 sia delle regionali dell'anno scorso la considerazione che principalmente circolava a motivare il mancato concretizzarsi dell'ipotesi era legata all'inopportunità di lasciare il Comune senza inquilino, costringendolo anzitempo a un rinnovo elettorale dall'esito sicuramente incerto per il centrosinistra. Il rischio di consegnare Palazzo Mercanti a Pdl e Lega avrebbe, quindi, sconsigliato al sindaco di spendersi per una candidatura a Roma o a Bologna.
Almeno sino a qui. Stavolta ci sarebbe una variante non di poco conto. Per le elezioni politiche anticipate la prospettiva che risulta al momento più papabile parla della primavera 2011 (marzo per la precisione), dunque solamente un anno prima della scadenza naturale di Reggi. Spogliarsi della fascia tricolore a quattro quinti del (secondo) mandato apparirebbe già meno sconveniente che farlo a poca distanza dall'insediamento.
Se si andasse a votare con l'attuale legge elettorale che prevede liste con i nominativi dei futuri parlamentari scelti in modo pressoché "blindato" dalle segreterie dei partiti, il sindaco potrebbe puntare sulle buone relazioni costruite in questi anni con i vertici del Pd, dal suo storico big di riferimento, il vicesegretario nazionale Enrico Letta, al tandem piacentino Bersani-Migliavacca.
Se invece alle urne si arrivasse, come pure si sente dire, dopo un cambio della legge elettorale che dia ai cittadini un reale potere di scelta tra i candidati a suon di preferenze, Reggi avrebbe ugualmente buon gioco ad accreditarsi come macchina di voti, oltretutto in collegi politicamente difficili come quelli piacentini.
Decisiva sarà l'evoluzione del quadro romano. Per capirne di più sull'esito della legislatura occorre attendere la ripresa a settembre.
Gustavo Roccella
gustavo. roccella@liberta. it

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