Data: 23/05/2011
Per Tommaso Foti "Il centrodestra deve mostrarsi determinato e fiducioso nel risultato: la partita di Milano è in corso: i voti si danno alla fine e non dopo un'interrogazione andata male. E' inutile scorticarsi per commentare i risultati del primo tempo di una gara difficile, in cui qualche grave errore tattico è stato commesso. E' certamente vero - prosegue il deputato Pdl - che quello di Milano è stato un risultato inaspettato, ma è altrettanto certo che una città a grande maggioranza moderata, simbolo del fare e del buongoverno, rifletterà attentamente prima di consegnarsi non tanto a Giuliano Pisapia come persona, quanto alle forze estremiste che ha alle spalle". Stesso discorso per le altre parti d'Italia, a cominciare da Napoli, dove il centrodestra "ancorché premiato dagli elettori al primo turno, non ha ancora vinto la battaglia. Al Sud il Pd che canta, senza ragione, vittoria, escluso dal ballottaggio, rischia di consegnarsi mani e piedi al massimalismo De Magistris. Per sbarrare la strada al risorgente massimalismo di sinistra occorre uno sforzo congiunto di tutti i moderati e occorre che gli stessi facciano altrettanto comprendendo qual è la posta in gioco".
Insomma "il centrodestra vince se è unito: l'elettorato moderato e di centrodestra non è settario e frazionista, vuole la coesione, non la divisione fine a se stessa". In conclusione: "Il centro non esiste se non come una piccola coalizione di disturbo del centro destra, capace solo di prendersi la soddisfazione di riuscire (quasi) a far vincere la sinistra, ma tradendo lo spirito dei suoi elettori". Infine "l'imponente affermazione della Lega non c'è stata, mentre Il Popolo della Libertà si consolida come primo partito nazionale. "
da Libertà
