Camera

Elezioni Provincia
soddisfatti e delusi

Data: 22/06/2009

Il centro destra esulta, il centro sinistra si interroga. L'elezione di Massimo Trespidi a presidente della Provincia non è del tutto inattesa, ciò nonostante si è aperto un vivace dibattito sulle cause della sconfitta tra chi ha sostenuto l'uscente Gianluigi Boiardi. I deputati piacentini del Pd individuano le cause principali nella tendenza nazionale ma anche nella scelta delle alleanze.
Maurizio Migliavacca, dopo aver premesso che «il risultato non è stata una sorpresa», così analizza: «E' come se il centro destra fosse partito con un vantaggio, la base di partenza sono i risultati ottenuti nelle politiche 2007 e poi le concomitanti Europee. La vera domanda è: si poteva seguire una strategia diversa, più consona alla realtà piacentina? Io penso di sì». Per il deputato Pd «Bisognava andare oltre il centro sinistra classico e costruire un'alleanza tra Pd, Idv e una vera lista civica, poi da lì cercare convergenze più ampie, a sinistra e al centro, magari al secondo turno. E' il modello Milano - osserva - ma anche quello di tanti comuni del piacentino: lì è andata meglio per il centro sinistra». Insomma, le provinciali sono «una lezione per il centro sinistra e il Pd, ma anche per il centro destra che non si deve montare la testa, perché la Provincia non si governa senza una positiva collaborazione con i comuni e la Regione, e quindi dialogando con il centro sinistra».
Pierluigi Bersani allarga il campo: «Piacenza è sempre stata un terreno difficile, complesso, qui si è vinto con alleanze larghe e anomale come quelle con la Lega e quando il centro destra è diviso. In questa sfida - osserva l'ex ministro - il centro destra era compatto: se a ciò aggiungiamo il vento nazionale, troviamo la spiegazione». Alla domanda se si è trattato di una sconfitta attesa, il parlamentare risponde: «La speranza c'è sempre, ma le difficoltà le vedevo tutte».
Paola De Micheli definisce la sconfitta «pesante, ma non dipesa dalla qualità amministrativa della giunta Boiardi, che si è distinta in anni difficili per vari interventi di buon governo». Il motivo è nell'impostazione della coalizione «troppo sbilanciata a sinistra. Non ho condiviso - afferma la deputata - la politica delle alleanze di Boiardi e non l'ho nascosto, così come ritengo un errore la modalità di costruzione della lista civica del presidente che di fatto ha fagocitato voti del Pd». Pd che «ha le sue responsabilità: con più determinazione e coraggio avremmo dovuto fare emergere il disagio e pretendere dal candidato più chiarezza». La destra, secondo la De Micheli
«Ha fatto ciò che mai era riuscita a fare: è stata unita e già questo, in un contesto di venti conservatori, poteva bastare. Non accetto comunque da nessuno la lettura di una campagna elettorale non vissuta con grande partecipazione. Ci siamo impegnati tutti - precisa - ma ora con più pacatezza occorre una seria verifica interna per evitare di scivolare in una deriva ciarliera che danneggerebbe il partito e i tanti amministratori. I problemi si risolvono in famiglia e nella chiarezza degli obiettivi».
Molto soddisfatto Massimo Polledri sia per le provinciali che per le comunali: «La Lega Nord porta in via Garibaldi il vicepresidente, due assessori e 5 consiglieri. Voti arrivati da destra e da sinistra». Per il deputato «siamo stati capaci di mettere insieme delusi di Forza Italia e An e operai, partigiani e orfani di Stalin, ma anche chi si riconosce nelle battaglie a favore della famiglia e contro il testamento biologico». Da Polledri, una stoccata agli alleati: «Come nella parabola dei talenti il padrone consegna i denari agli operai affinché li custodiscano e li facciano fruttare, allo stesso modo Bossi ci ha consegnato il 16,7% e Piacenza ha restituito il 17,2%. Non così per il Pdl locale, a cui Silvio Berlusconi ha consegnato il 34,2, ritrovando solo il 30».
Per Tommaso Foti è stata «determinante l'unità della coalizione» per raggiungere una «esaltante vittoria. E' un successo figlio di tanti fattori - nota Foti - prima di tutto la grande voglia di vincere del popolo del centrodestra». E poi «l'unità della coalizione intorno a Trespidi. Massimo ha saputo ottenere l'appoggio immediato della Lega e dell'Udc il cui apporto si è rivelato fondamentale; la stessa capacità di unire la utilizzerà nell'amministrazione della Provincia». Il parlamentare esprime poi «grande soddisfazione«per il risultato del Pdl». «Analizzando anche i dati delle europee, diventa il primo partito anche nella città di Piacenza. Il Pdl è espressione del governo del fare che non dà solo speranze, ma certezze. Questo è lo spirito che lo guida nel governo e lo guiderà nell'Amministrazione della Provincia».
Marta Tartarini

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