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Emergenza carcere, il ministro a Foti:
«Interverremo anche a Piacenza»

Data: 22/11/2008

(mir) «La situazione di sovraffollamento del carcere di Piacenza non è differente da quella di altri istituti di pena, il governo sta studiando una serie di misure per ridurre il numero dei detenuti e aumentare quello degli agenti».
Questa la sintesi della risposta che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha fornito a un'interrogazione del parlamentare piacentino Tommaso Foti, presentata nel luglio scorso dopo un incontro con le organizzazioni sindacali di categoria (in particolare la Cgil) in cui erano stati denunciati i problemi che si vivono nella struttura delle Novate.
«Alla data del 23 settembre scorso - scrive il ministro - negli istituti penitenziari dell'Emilia Romagna erano presenti 3.893 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.279 posti e tollerabile di 3.761. In particolare, presso la casa circondariale di Piacenza erano presenti 348 detenuti (di cui 239 nella sezione circondariale, 53 nella sezione protetti, 48 nel circuito A.S. e 8 nella sezione semiliberi), rispetto a una capienza regolamentare di 178 posti e tollerabile di 346». Dati che testimoniano come le preoccupazioni sindacali, riprese dall'onorevole Foti, fossero assolutamente fondate.
A tal proposito, il ministero fa presente che sono allo studio una serie di interventi coordinati tra loro per far fronte alla crescita della popolazione detenuta e al possibile sovraffollamento delle strutture, tali da garantire comunque elevati livelli di sicurezza. «Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - aggiunge Alfano - sta proseguendo nella realizzazione di nuovi istituti penitenziari e soprattutto di nuovi padiglioni all'interno di quello già esistenti. Lo stesso dipartimento sta inoltre verificando in maniera fattiva la possibilità di utilizzo di sistemi di controllo elettronico a distanza da impiegare per i soggetti in detenzione domiciliare: il risultato che si vuole ottenere è che i soggetti che debbano scontare una pena detentiva inferiore a due anni o eventualmente un residuo di pena maggiore possano accedere alla detenzione domiciliare in misura superiore a quella odierna».
Per gli stranieri, si provvederà invece con le espulsioni. Non meno delicato il tema del personale: «La polizia penitenziaria dell'Emilia Romagna - precisa il ministro - ha un organico di 2.474 unità, incrementato recentemente anche di un'unità a Piacenza. In ogni caso, in attesa di poter assumere nuovi agenti, l'Amministrazione penitenziaria proseguirà con la razionalizzazione delle risorse umane esistenti».

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