Camera

Emilia, duello
Errani-Bernini

Data: 08/02/2010

Tra meno di due mesi in Emilia si voterà per rinnovare il Consiglio regionale ed eleggere il Presidente della Giunta. A poche settimane dall'apertura delle urne è scoppiato il caso Delbono, con dimissioni per l'ormai ex sindaco di Bologna. Lo scandalo è stato innescato dall'accusa della sua ex fidanzata che ha rivelato l'utilizzo da parte di Delbono di denaro pubblico per viaggi e spese private. Il centro destra, con Anna Maria Bernini, conta di raccogliere i frutti delle difficoltà bolognesi, mentre il Pd spera di recuperare la guida della città, e confermare la leadership in Regione con Vasco Errani, che si propone per un terzo mandato.
Per il coordinatore della segreteria nazionale del PD, Maurizio Migliavacca "la nuova amministrazione regionale avrà di fronte una triplice sfida: dare sicurezza ai cittadini di fronte alla crisi, sostenere le imprese e dar sì che la Regione sia sempre più vicina ai cittadini, aiutando i comuni nelle loro funzioni". Sono sfide che "solo il centro sinistra può vincere. Il bilancio della giunta Errani - osserva il deputato - è più che positivo e costituisce la migliore carta di identità per vincere le sfide del futuro". Sul caso Delbono ammette che "ha sconcertato e sorpreso non solo i comuni cittadini, ma anche noi". Le sue dimissioni sono state "un atto di responsabilità, che dimostra la differenza tra il Pd e il centro destra. Penso che ci siano le condizioni perché, scegliendo un candidato nel modo più partecipato possibile, si possa riprendere il cammino interrotto".
Per Paola De Micheli il Pd "si sta preparando alle regionali in stretta coerenza con il mandato congressuale di rinnovamento della classe dirigente, di uscita dalla ?riserva indiana' di una vocazione maggioritaria perdente e lo fa costruendo un'alternativa di governo, locale e nazionale. I rapporti con l'Udc e le liste civiche locali - continua la deputata - vanno in questa direzione, certamente molto faticosa, ma incontestabilmente nuova. Chi si accanisce contro questa novità spesso lo fa solo per trarre qualche piccolo vantaggio da posizione minoritaria". Infine De Micheli evidenzia il "rilancio dei contenuti: il nuovo Pd sta elaborando una proposta politica realmente riformista. Anche questa è una strada in salita, che determinerà il colpo di reni del Partito democratico".
Bersani descrive il metodo utilizzato dal Pd per preparare le elezioni regionali: "Il Pd è un partito federale che rispetta alcune procedure e decide nelle assemblee locali". Alle critiche sulla scelta delle candidature Bersani replica: "Non si possono invocare le primarie e poi dire che c'è il caos. Bisogna abituarsi: le decisioni le prendono le assemblee regionali. Io non ci vedo niente di caotico in questa procedura, ha una logica".
Sul fronte del centro destra si invoca una discontinuità.: "Bologna può sembrare lontana ma ci condiziona - rileva Massimo Polledri - soprattutto il costo della vita. Alla Regione paghiamo dieci tributi, tra cui la tassa automobilistica, l'addizionale Irpef, Irap, l'accisa sul gas naturale". Quali i temi sul tavolo in questa campagna elettorale? "Il futuro di un ente intasato da burocrati sessantottini, tutti passati dagli uffici "Complicazioni affari semplici", intenti a favorire extracomunitari, amici e minoranze di ogni tipo, invece di guardare agli autentici interessi e problemi della gente". Per il parlamentare leghista poi la vicenda Delbono (che, sottolinea, "è stato anche vicepresidente della Regione") è emblematica di una categoria che non si fa remore a utilizzare il pubblico denaro per i propri comodi. Dobbiamo prendere atto - ironizza Polledri - che il centrosinistra ha fatto un salto di qualità: prima i soldi pubblici li spendeva per i trans, ora con le amichette".
Per Tommaso Foti il centro destra "ha le carte in regola per contendere alla sinistra il governo dell'Emilia - Romagna. Le poco edificanti vicende che, al di là dell'eventuale rilevanza penale, hanno portato alle dimissioni del sindaco di Bologna - continua il deputato Pdl - peseranno, eccome, in questa campagna elettorale, se non altro perché i fatti che gli si contestano li ha commessi quando era il vice di Errani". Ma, avverte Foti, "la questione morale non è tutto. Il fallimento di un certo modello totalizzante che ha impedito alla nostra economia di svilupparsi liberamente è sotto i nostri occhi: i tradizionali distretti industriali attraversano una crisi gravissima che impone di cambiare registro, liberando le imprese da quei lacciuoli e da quella burocrazia soffocante che ne impedisce la crescita. Quanto alla sanità la qualità delle prestazioni è inferiore a quella offerta dalla Lombardia, regione che resta il nostro modello di riferimento".

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