Data: 06/05/2011
«Finchè ci sarà questa giunta di centrosinistra Piacenza non otterrà mai nulla dalla partita sulle aree militari, l'amministrazione sta operando in modo scostante e offensivo, quando invece ci vorrebbe coerenza». E ancora: «Reggi sta giocando una campagna di bassa propaganda elettorale, mentre la De Micheli attacca il Governo non sapendo che della vicenda della Pertite si sta occupando lo Stato maggiore dell'esercito. Se non si conoscono queste cose meglio tornare a scuola».
Non ha risparmiato nessuno ieri pomeriggio Tommaso Foti discutendo delle ultime novità che riguardano l'area militare della Pertite. Un attacco frontale arrivato dopo che nei giorni scorsi il sindaco Roberto Reggi si è lamentato della «doppia mancata risposta» ricevuta dal Governo in merito al potenziale trasferimento dell'area contesa alla proprietà comunale nell'ambito dell'attuazione del federalismo demaniale.
«Per le aree militari serve prima di tutto pazienza - ha spiegato il deputato Pdl - sappiamo che le partite precedenti sono iniziate nel ‘75 con la giunta Trabacchi per concludersi positivamente con il parco della Galleana e l'area del Daturi, entrambe trasferite durante la giunta Guidotti». «Ma soprattutto ci vuole coerenza - ha proseguito Foti - Reggi si lamenta di non aver ricevuto risposta
su un progetto che prevedeva per la Pertite la realizzazione di uno stabilimento militare di oltre 160 mq con il verde limitato allo spazio rimanente». «Nel frattempo però abbiamo visto il Partito democratico schierarsi apertamente a favore del referendum- ha rilevato il parlamentare piacentino
- delle due l'una, se davvero si vuole un parco urbano per la Pertite allora qualcuno si assuma la responsabilità di annullare i protocolli portati avanti finora e di dire dove vuole e se vuole lo stabilimento militare».
Ma scartate per ovvie ragioni le soluzioni Pertite, Artale e piazza Cittadella, secondo Foti l'unica via percorribile resterebbe quella di un «recupero strutturale» dell'area militare di via Genova che attualmente ospita lo stabilimento. «Ho qualche dubbio che una zona centrale e residenziale
come quella di via Genova sia adatta, ma ogni soluzione può essere legittima.
L'importante - ha concluso Foti - è che si eviti questo gioco delle parti. Presa una decisione, io ragionerei così: se la Pertite deve restare verde, cosa possiamo fare delle altre aree militari?».
da La Cronaca
