Camera

«Fare il possibile per riavere Sbalbi in Italia»

Data: 27/02/2005

«La rappresentanza diplomatica italiana continua ad occuparsi attivamente del caso di Bruno Sbalbi, fornendo all'imprenditore piacentino ogni possibile assistenza, in attesa che le autorità cubane si pronuncino in merito alle istanze presentate dal connazionale».
Sono le parole del sottosegretario di Stato per gli Affari esteri, Margherita Boniver, in merito alla vicenda dell'imprenditore di Pontedellolio che si trova ancora bloccato a Cuba; Sbalbi, 58 anni, titolare della Sital, era stato arrestato dalla polizia dell'isola caraibica il 12 agosto del 2004, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale nel quale perse la vita un giovane motociclista. Da allora, per il pontolliese, è iniziato un calvario giudiziario terminato, almeno in parte, nel novembre scorso, con una condanna ad un anno di reclusione per omicidio colposo e posto in libertà condizionale.
A interpellare la terza Commissione Affari esteri e comunitari della Camera ci ha pensato il deputato piacentino di An Tommaso Foti, che attraverso un interrogazione a risposta scritta ha voluto mantenere alta l'attenzione del Governo sul caso dell'imprenditore piacentino, e capire quali iniziative siano state intraprese.
«La vicenda - ha risposto la Boniver - è stata seguita dalla nostra ambasciata all'Avana e dal ministero degli Esteri sin dallo scorso agosto. L'ambasciata ha seguito con attenzione, in contatto con le autorità cubane, la vicenda giudiziaria, inviando un proprio addetto consolare presso il Tribunale provinciale popolare di Las Tunas affinché presenziasse all'udienza del 18 ottobre del 2004, a seguito della quale il nostro connazionale è stato condannato».
«Bruno Sbalbi - prosegue il sottosegretario - ha presentato poi direttamente alle competenti autorità locali un'istanza di trasferimento in Italia in base all'accordo italo-cubano del 27 luglio del 2000 oltre ad un'istanza di espulsione. Analoga richiesta è stata formalmente inoltrata alle autorità cubane competenti dalla nostra ambasciata a l'Avana».
Nella sua replica, Foti ha ribadito la gravità della situazione, soprattutto del fatto che «Sbalbi si trova ormai da otto mesi detenuto a Cuba, lontano dalla sua famiglia e dalla sua attività imprenditoriale»; l'onorevole piacentino di An lamenta l'estrema lentezza dei tempi del processo, nonché della valutazione dell'istanza di trasferimento in Italia e di espulsione avanzata dal cittadino italiano. Tommaso Foti sollecita pertanto l'ambasciata italiana a Cuba a seguire costantemente l'evolversi della situazione per accelerare i tempi di trasferimento in Italia, «anche in considerazione delle circostanze poco chiare in cui si è verificato l'episodio di cui è accusato, che non escluderebbero l'eventualità di un concorso di colpa nell'incidente che ha causato la morte del cittadino cubano».


da La Cronaca

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl