Camera

«Faremo tutto il possibile per difenderlo»

Data: 13/10/2008

piacenza - «E' indiscutibilmente un centro di eccellenza che conosco molto bene, se ci sono dei problemi ben volentieri li riporteremo in parlamento: la norma è ancora in discussione». L'onorevole Tommaso Foti (Pdl) è già venuto in aiuto del Centro per la genomica e la post genomica cereale e vegetale negli anni scorsi, quando si era paventata una sua chiusura e un trasferimento di competenze da Fiorenzuola.
Onorevole Foti, se le cose stanno così come denunciano i ricercatori del Cra, si potrà fare qualcosa nella discussione in Parlamento?
«Per prima cosa il Cra di Fiorenzuola è un centro di eccellenza nazionale, e se ci sono dei problemi ben volentieri li affronteremo. Ovviamente non posso sapere gli impatti di ogni norma collegata alla Finanziaria, ma se ci fossero dei problemi di personale sono disposto a battermi affinché questo problema sia risolto. L'Ente l'ho visitato anche recentemente e ne sono rimasto letteralmente a bocca aperta».
Fino ad ora le norme in Finanziaria collegate al pubblico impiego hanno alzato un polverone di polemiche.
«Secondo il mio punto di vista bisogna uscire dalla logica per cui si polemizza sulle norme presentate, e poi non si discute altrettanto di quelle effettivamente approvate alla fine dell'iter legislativo. Noi iniziamo la discussione martedì, e se nel testo che verrà presentato alla Camera ci saranno ancora margini di manovra senza dubbio vedremo di specificare meglio, nella seconda lettura al Senato, la situazione della ricerca. Un Ordine del giorno in questo senso può servire a chiarire la situazione del comparto di eccellenza di cui fa parte il Cra. Ma, ripeto, sinceramente non so se l'impatto al centro di Fiorenzuola sarà quello che di cui si parla».
Già in passato si era speso a livello personale per il centro di ricerca di Fiorenzuola, se venisse penalizzato dalla Finanziaria sarebbe disposto a fare altrettanto?
«L'altra volta ero stato contattano dal direttore Alberto Stanca prima che fosse troppo tardi, prima che norma uscisse. E in quel caso tutto era andato per il meglio: si era confermato il principio che quello di Fiorenzuola era un centro di eccellenza. Prendiamo l'esempio dei sindacati che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro sul pubblico impiego a tutti i parlamentari piacentini, anche se siamo già in zona "Cesarini" il confronto è stato utile. La stessa cosa poteva accadere con il Cra, ma in ogni caso non ne faccio un problema di campanile, perché le norme in discussione ora sono generali, poi nello specifico possono essere modificate di fronte a fatti concreti».
«Personalmente mi metto a disposizione per fare una pressione specifica in Parlamento per scongiurare un sostanziale blocco del Cra». L'onorevole Maurizio Migliavacca (Pd) è di Fiorenzuola, ma la sua "promessa" di fare di tutto per salvaguardare la ricerca «non dipende da logiche campanilistiche - spiega -: il Cra è un centro di eccellenza internazionale e non può subire contraccolpi del genere».
«Quello del centro di ricerche piacentino è un caso emblematico di come il decreto colpisca alla cieca - attacca Migliavacca - invece attraverso l'assunzione dei precari si sono garantiti dei servizi essenziali. Nel caso del Cra si tratta di un'eccellenza assoluta che rende servizi utili all'economia; le cui ricerche vanno a migliorare la qualità, la sicurezza e la tracciabilità degli alimenti. La norma "tagliaprecari" mette in discussione servizi essenziali non solo nella ricerca, ma anche nei piccoli Comuni».
Al di là dei campanilismi, per salvaguardare la ricerca del Cra, potrebbe essere messa in atto una task force di parlamentari piacentini?
«Non c'è dubbio. La disponibilità del Pd c'è tutta. Siamo disposti a fare una pressione specifica ad hoc perché stiamo parlando di un centro di eccellenza e di pubblica utilità, non di un carrozzone di spesa pubblica improduttiva. Al Cra si creano servizi utili all'economia agricola e alimentare, e sappiamo che il futuro dell'economia è legato alla qualità. Se la norma rimarrà così non ne pagheranno le conseguenze solo il centro di ricerca e i precari che rimarranno a casa, ma sarà tutta l'economia agraria piacentina a patirne».
Mat.Mot

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