Data: 18/04/2010
(mir) Berlusconi e Fini a un passo dalla rottura, gli ex Alleanza nazionale di Piacenza sembrano giurare fedeltà al Popolo della libertà.
Nessuno, almeno ufficialmente, prende posizione contro il presidente della Camera Gianfranco Fini, che per anni è stato il punto di riferimento anche della maggioranza interna alla Destra piacentina, ma lo scontro con il premier Silvio Berlusconi sembra non piacere a nessuno dei suoi ex "colonnelli" della nostra provincia.
Amico personale di Fini è Tommaso Foti, parlamentare e coordinatore locale del Pdl: "Preferisco non commentare la situazione - afferma - perchè ci sono le sedi competenti per discuterne. Sono convocati gli organi del Popolo della libertà, lì si parlerà di tutto, lavorando per far rientrare i problemi, qualora ce ne siano. Io sono nel Pdl".
Una conclusione che lascia pensare che qualora si arrivasse la frattura tra i due leader, Foti non seguirebbe il presidente nella Camera nel suo nuovo progetto politico: il piacentino ha detto in più occasioni di sentirsi profondamente vincolato mandato degli elettori, praticamente impossibile che lasci il Pdl dove è stato eletto. Fermo restando l'amicizia e la stima verso Fini.
Il più ottimista è senza dubbio il capogruppo in consiglio comunale Marco Tassi: "E' normale che all'interno di un partito grande come il nostro ci siano confronti, anche discussioni, fa parte della dialettica interna. Chi ci vuole vedere qualcosa di più, credo che sbagli perchè l'unità di intenti e di valori è sempre stata massima, non vedo perchè il Pdl non debba seguire sulla strada tracciata e tanto apprezzata dagli elettori".
L'assessore provinciale Andrea Paparo ritiene "l'unità interna un valore che va senza dubbio portato avanti", auspicando un chiarimento tra i due leader: "Non sappiamo cosa si sono detti, quindi è impossibile dare un giudizio sulle indiscrezioni giornalistiche. Se davvero c'è qualche problema, auspichiamo che venga risolto al più presto".
Della tessa opinione anche il consigliere comunale Giuseppe Caruso, mentre l'assessore provinciale Sergio Bursi non si dice stupito di questa situazione: "Io ero uno di quelli che aveva detto che l'unificazione avrebbe comportato anche alcuni nodi da sciogliere, giusto affrontarli e risolverli: Berlusconi e Fini sono politici navigati ed esperti, sapranno fare le scelte più giuste, nel pieno rispetto reciproco e con l'obiettivo di valorizzare tutti coloro che hanno aderito con entusiasmo al Popolo della libertà. Il matrimonio deve andare avanti, visti gli straordinari risultati elettorali".
