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Fiorenzuola, gara con 10mila uova

Data: 06/04/2010

FIORENZUOLA - La pioggia non ha scalfito le uova colorate della manifestazione pasquale di Fiorenzuola: il Ponta e cul, dove si battono i gusci delle uova per conquistare le "munizioni" del concorrente e mangiarsele. La manifestazione ha avuto un enorme successo, con soddisfazione degli organizzatori: l'Age (Associazione genitori) e il Gruppo Alpini di Fiorenzuola, presenti in forze soprattutto per distribuire le dieci mila uova colorate utilizzate per la gara.
Tre le gare di quest'anno, a partire dalla prima edizione del Memorial Paolo Gianessi, dedicato ad un socio dell'Age, alpino, volontario in molte associazioni locali, in prima fila anche nell'organizzazione ogni anno del gioco delle uova, morto improvvisamente nel giugno scorso all'età di soli 45 anni. Per ricordarlo i soci Age hanno organizzato un Memorial che ha avuto come concorrenti i piccoli rappresentanti delle società sportive locali (Gianessi era anche un appassionato di sport). Hanno partecipato tutte e 18 le società sportive del territorio: ogni bambino era accompagnato da un dirigente della squadra oppure da un genitore. Ad aggiudicarsi i primi otto posti (e quindi la consegna di trofei, oltre alle belle targhe realizzate dall'architetto Filippo Canvelli) sono stati la Pallavolo Fiore, la società Qwan chi do, la Fiore Nuoto, il Tennis Club, il gruppo Alpini, il Rugby Fiorenzuola, l'UC Basket, la Fulgor. A premiare, oltre alle autorità civili presenti, i familiari di Paolo Gianessi: la moglie Loretta, la figlia Carola e il figlio Marco, nonché il suo datore di lavoro Marzaroli.
Dopo il Memorial, ecco la 37esima edizione della gara tra i rappresentanti dei bar: anch'essa appassionante e molto combattuta, giocata addirittura da 32 concorrenti, è stata vinta dal Bar Ugo (primo classificato) seguito da il circolo Arci Tre Rose, il Bar Ponte, il Caffè dei Mercanti. Ieri infine nuova gara, riservata però ai bambini, che si sono sfidati sul palco decorato con lo striscione realizzato dall'artista Francesca Lambri, su modello del logo originale che tanti anni fa ideò Anselmo Civardi.
Ma oltre alla gara sul palco, il Ponta e cul significa anche gioco libero in piazza Molinari. Vi si radunano persone di ogni età, estrazione sociale, orientamento politico. Si ritrovano nel gioco gli avversari politici: ecco allora l'onorevole Tommaso Foti sfidare il sindaco Giovanni Compiani e l'assessore Nicoletta Barbieri, che si prestano al gioco, con spirito ludico. Si scelgono anche i colori delle uova, con una predilezione azzurra per Tommaso Foti e una più accesa per Compiani e Barbieri. Alberto Bazzani vorrebbe eliminare qualche uovo rosso, ma quest'anno si deve accontentare di gusci rosa e arancioni. La piazza è una distesa di persone: bimbi che imparano dai nonni a battere le uova, adolescenti che giocano con i più esperti, ragazze che si sfidano tra di loro, in una gara all'ultimo uovo, punta contro punta e culo contro culo. I giocatori controllano eventuali trucchi dell'avversario per difendersi: ad esempio tenere l'uovo in un certo modo per evitare si rompa, o battere la punta di lato e non al centro. C'è chi sceglie con cura le uova: le guarda, le rimira, le accosta persino all'orecchio, quasi potessero parlare. Bizzarrie di un gioco che non smette di divertire.
Donata Meneghelli

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