Data: 19/06/2010
piacenza - Il dibattito sulle osservazioni è appena avviato e già si delinea quello che uscirà nel voto. Da un lato l'opposizione (presentatrice di ordini del giorno diversi sulla diga: uno del Pd (non lo ha sottoscritto Boiardi) in cui si parla di nuove stime dei fabbisogni idrici analizzando i fabbisogni evolutivi dell'agricoltura per il futuro e anche della necessità di individuare il la soluzione più idonea in termini di infrastrutture di accumulo idrico tra quelle giù individuate. Argomento su cui Boiardi non ha apposto la firma. Ha dato il via al dibattito Massimiliano Dosi (Lega Nord) ricordando le necessità politiche della maggioranza di distinguersi e di integrare il piano con elementi condivisibili. Tra questi ha citato la regola dei recuperi edilizi, ma anche il trasporto merci attraverso il fiume. Approfondimento necessario per Dosi sul commercio (50mila metri quadrati di vendita sono troppi, servono?) La diga? Non è così grave che uno strumento di programmazione inserisca la possibilità di realizzarla. Ha detto il capogruppo del Carroccio. No alla riduzione delle tutele sui corsi d'acqua. E' la parola d'ordine lanciata da Marco Bergonzi (Pd) che ha messo in luce la necessità di percorrere altre strade per soddisfare il fabbisogno idrico: risparmio e controllo degli sprechi, ma anche la partita con Genova sul Brugneto. Critico sull'assenza di una decisa opposizione al nucleare. Sulla viabilità Bergonzi ha poi stigmatizzato l'ipotesi di «una strada quattro corsie che colleghi Fiorenzuola e Castelsangiovanni, non è la risposta ai problemi della viabilità di Piacenza, va previlegiato l'asse Nord col collegamento all'A21». «Abbiamo deciso di completare l'iter amministrativo - ha richiamato Tommaso Foti (Pdl) - adottando un criterio di buon senso, lo stesso che scegliemmo quando in Comune a Piacenza ereditammo il Piano regolatore dell'amministrazione precedente. Ripubblicare il piano avrebbe significato una dilatazione eccessiva dei tempi». Foti ha quindi criticato le affermazioni dell'assessore regionale Freda «Non siamo un'amministrazione che necessita di un commissario politico regionale». Gianluigi Boiardi (Nuovo Ulivo) ha centrato il suo intervento sulla diga e rivolgendosi al presidente ha detto «Non ho ancora capito quale sia la sua posizione». Riguardo all'articolo 100 del Ptcp (che riguarda l'utilizzo dell'acqua per produzione di energia) Boiardi ha sottolineato che se le richieste di modifica venissero accolte si risveglierebbero i progetti dormienti delle centraline. Attenzione, se fare o non fare la diga, sarà il consiglio a doverlo decidere, non autonomamente il presidente. Ha quindi ammonito Francesco Marcotti (Pdl) soffermandosi sulle osservazioni per il terzo ponte sul Po ha segnalato il fatto che questa sia ormai una pratica avviata e in sede di VIA. Riguardo all'acqua ha ricordato le alternative possibili già esistenti: il progetto Ato per l'utilizzo dell'acqua della diga di Mignano fino a Mortizza e quello del Consorzio di bonifica che potrebbe garantire approvigionamento per tutta la Bassa: «Darebbero un grosso contributo». Giampaolo Speroni (Scelgo Boiardi) ha criticato il metodo utilizzato per lanciare l'idea della diga «Il centro destra - ha detto - si ferma agli spot». Da Bruno Ferrari (Udc) un approccio positivo riguardo alla realizzazione della diga «Non vedo questa gravità». Pier Luigi Caminati (Pd) ha messo l'accento sullo sviluppo e sul fatto che siano indicate per la bocciatura le osservazioni di ampliamento dell'area industriale di Carpaneto e Podenzano. «Aree già vocate e, per quanto riguarda Carpaneto, a sei chilometri da un casello autostradale». Giulio Maserati (Pd) ritiene necessario concludere al più presto il completamento della tangenziale sud-ovest e ha sollecitato l'approfondimento sulla realizzazione del terzo ponte sul Po a Ovest di Piacenza: «Progetto di grande respiro». Per Samuele Raggi (Idv) pensare a una diga oggi significa ripristinare un «simbolo di uno sviluppo distorto, centralista e insostenibile. Critico sull'idea di una strada a quattro corsie, una pedecollinare Giuseppe Brusamonti (Pd) «Siamo sicuri che questa sia l'infrastruttura che serve? »
a. le.
