Camera

Forze politiche divise
sul pacchetto clima

Data: 10/11/2008

E' necessario accelerare nel contrasto ai cambiamenti climatici? Il pacchetto varato in materia dall'Unione europea (vedi pezzo a fianco, ndr) divide le forze politiche. Per il centro destra produrrebbe un costo insostenibile per le imprese, mentre il Pd lo considera un'opportunità. Maurizio Migliavacca è convinto che la riconversione ecologica dell'economia sia un'occasione "per la modernizzazione del Paese oltre che una necessità per la salute". Sbaglia, quindi "il governo italiano a mettersi di traverso. Tutti i leaders europei di centrodestra - nota - hanno una posizione più avanzata di Berlusconi " ma "il centrodestra italiano si attarda su posizioni arretrate, addirittura anacronistiche. Il tutto - aggiunge il deputato Pd - strumentalizzando le preoccupazioni di quei settori economici che temono di doversi accollare costi eccessivi, ma che in realtà possono avere risposte più efficaci di quelle derivanti da una pura battaglia di retroguardia".
Il governo dovrebbe allora "contrattare un percorso realistico che consenta di raggiungere gli obbiettivi europei nel più breve tempo possibile e avviare un grande piano di incentivi per le imprese e i consumi". E Piacenza, conclude Migliavacca, "potrebbe diventare una delle capitali di un nuovo ciclo di investimenti nella ricerca, nell'innovazione e nel miglioramento ambientale".
Per il ministro ombra dell'Economia del Pd Pierluigi Bersani, "chiedere flessibilità nella fase attuativa non è una novità, lo aveva già fatto il governo Prodi: avevamo chiesto ad esempio - ricorda l'ex ministro - di conteggiare gli investimenti fatti in paesi extraeuropei che miglioravano il clima e di dare uno statuto particolare ad alcune tipologie di industrie". Ma, l'Italia "non può mettersi di traverso, alleandosi in modo improbabile con i paesi dell'est Europa. Un'alleanza claudicante e uno scontro frontale con il cuore dell'Europa che non ci porta da nessuna parte". Poi, aggiunge Bersani, "non si può non parlare degli effetti di ammodernamento: non è un'operazione a perdere", lo dimostra il successo dei bandi "del piano da me avviato, Industria 2015: c'è un sistema di imprese interessato alla modernizzazione". Al governo quindi "chiedo una posizione combattiva, ma non scomposta".
Anche per Paola De Micheli il pacchetto "si muove in un quadro internazionale che mira allo sviluppo sostenibile" e "sostenibile non vale solo per l'ambiente, cioè per l'obiettivo di raddrizzare la situazione ambientale, ma è relativo anche alle modalità per raggiungere questo obiettivo". Per la parlamentare "è chiaro che gli investimenti sul fronte ambientale rendono più sostenibile anche finanziariamente la gestione dell'impresa", ma "il governo non vuole rendersene conto e si ferma al costo del primo anno". Per De Micheli "occorre al contrario dare strumenti più potenti agli imprenditori per facilitare percorsi che possono determinare un forte impatto di riduzione dei costi".
Nella maggioranza, Tommaso Foti plaude al governo: "Grazie al centrodestra non saremo più supini alla lobby verde europea. La follia del governo Prodi, a causa dell'azione del Ministro Pecoraro Scanio, è stata quella di avere accettato il pacchetto clima-energia per il periodo 2013-2020 prospettato in sede europea, senza preoccuparsi minimamente dei costi che il nostro sistema economico avrebbe dovuto sostenere". Oggi, invece, sottolinea il deputato Pdl-An, "l'Italia ha deciso di infrangere quel clichè secondo cui abbiamo sempre supinamente detto sì alle imposizioni della lobby verde". Che "volutamente fa finta di non sapere che senza identici impegni da parte di Stati Uniti, Cina ed India non vi sarà alcun effetto positivo sul clima". Non solo: "I costi che caricheremmo sul sistema economico renderebbero le nostre produzioni meno competitive rispetto a quelle di Paesi che inquinano di più e che non accettano i tagli dei gas serra".
Sulla stessa linea il leghista Massimo Polledri, che ironizza: "Quando ci si innamora di un'idea che ci fa più belli non si pensa ai costi e si danno i numeri: 20-20-20 sa molto di cabala e anche di irrealizzabile". Per il deputato "noi produciamo già poca CO2 e per ridurla ulteriormente dovremmo passare subito al nucleare, mentre la Cina ne produce più di tutta l'Europa". Insomma, "o tiriamo dentro la Cina e India o i nostri sforzi saranno una goccia in mezzo al mare". Piuttosto, "si può accelerare sul risparmio energetico con nuove auto, caldaie e il teleriscaldamento. A Piacenza - ricorda Polledri - avevo lanciato il progetto di distretto per l'energia rinnovabile e c'era già un accordo con Provincia, Cesi, associazioni ma con Bersani si è fermato tutto. Adesso si può riprendere il progetto".
Marta Tartarini

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