Camera

Foti alla Lega: «Io non ci sto»

Data: 08/03/2009

«Io non ci sto». Lo ripete tre volte dal palco del congresso provinciale di Alleanza nazionale il parlamentare Tommaso Foti per chiarire la posizione del partito in merito all'aut aut lanciato dalla Lega nord al Popolo della libertà in vista delle prossime elezioni provinciali: appoggio del Carroccio al candidato del Pdl Massimo Trespidi in cambio dell'impegno di tutta la coalizione a sostenere un esponente leghista alle Comunali di Piacenza del 2012.
Il confronto tra le due anime del centrodestra sembra così fare molti passi indietro rispetto ai positivi sviluppi degli ultimi giorni: domani ci sarà un nuovo incontro tra i livelli locali, se non si arriverà a una felice intesa la questione potrebbe passare al tavolo di confronto nazionale.
«Oggi abbiamo sentito parole molto positive da parte di qualcuno (Maurizio Parma, che ha portato il saluto della Lega nord, ndr) - ha detto Foti - ma io vorrei capire quale differenza c'è tra prima e seconda Repubblica se dobbiamo impegnare oggi una candidatura per un'elezione che ci sarà tra tre anni. Non esiste in termini politici - ha aggiunto - perché noi siamo pronti a valutare le due opzioni rimaste in campo (oltre a Parma, Massimo Trespidi, ndr) per le elezioni che ci saranno tra poche settimane, non ha senso impegnarsi per i prossimi tre anni».
La preoccupazione del parlamentare è legata alla reazione dell'elettorato: «Che figura facciamo se diciamo che stiamo cercando la persona più adatta e poi facciamo passare il messaggio che stiamo ragionando su come spartirci le poltrone? Non è questo il modo di essere eticamente irreprensibili, nessuno si scandalizza per l'andamento delle trattative, ma prima di parlare di organigrammi devono venire i programmi. Se passa il messaggio che ci stiamo confrontando su un baratto, concetto che noi respingiamo con fermezza - ha aggiunto - allontaniamo gli elettori: quelli del centrodestra si rapportano alla politica in modo più alto rispetto a quelli di centrosinistra, capaci di compattarsi su candidati impresentabili. La nostra gente, invece, vuole i migliori e i più rappresentativi, frutto di ragionamenti meditati e non di scambi di potere». Specialità che secondo Foti deve essere lasciata agli avversati: «Il Partito democratico in provincia di Piacenza ha un consenso ancora elevato perché è una delle colonne su cui si regge un centro di potere e di interessi che dirige e condiziona la società piacentina. Noi dobbiamo rompere il duopolio Comue-Provincia utilizzando metodi chiari, seri e trasparenti, non seguendo i loro schemi».
La tensione Lega-Pdl torna così molto alta, il prezzo che il Carroccio vuole strappare (forte degli ultimi exploit elettorali) è senza dubbio elevato ma la corda sembra sul punto di potersi spezzare.
Ad osservare con interesse l'evolversi della situazione è soprattutto l'Udc, che si dice pronto a sostenere la coalizione di centrodestra, purché unita e su basi programmatiche condivise. Con riferimento ai sondaggi pubblicati da Pdl e Lega in questi giorni, il segretario provinciale Pierpaolo Gallini precisa che la stima più corretta del consenso del partito a Piacenza è del 5,5 per cento e che esponenti di altre liste saranno eventualmente candidati a titolo personale.
Michele Rancati

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