Data: 20/04/2010
«Sarà anche una storia infinita ma vogliamo vederci chiaro». L'onorevole leghista Massimo Polledri, che insieme a Tommaso Foti (Popolo della Libertà) ha richiesto la presenza del soprintendente Luciano Serchia, commenta con amarezza lo stato dell'arte sulla vicenda della piazza e «dopo che il sindaco ha dato otto versioni diverse». Per Polledri trattasi di «un pasticcio» i cui tempi di soluzione variano da tre mesi a vent'anni in attesa di intercettare la vena giusta del granito di Montorfano nella cava di Portaiolo di Verbania o di trovare pietre per esempio da altri punti o in magazzini storici e persino in Comuni limitrofi.
Campa cavallo: «Mentre noi vorremmo tempi certi» obietta Polledri.
«Quando ho presentato l'interrogazione parlamentare su queste pietre - Foti ripercorre la vicenda - sembrava fossimo matti, oggi abbiamo la prova che i problemi ci sono e non sono di facile soluzione». E certo non risolvibili dall'oggi al domani. Bisognerà forse operare per stralci, attentamente, con sostituzioni che vadano a sanare lo stravolgimento cromatico.
«Bisogna essere prudenti e attenti, qui c'è stata invece superficialità, connivenza e ignoranza, salvo poi dare la colpa al destino cinico e baro una volta sorpresi con le mani nella marmellata» sentenzia il parlamentare del Popolo della Libertà.
Al meeting in piazza ha preso parte anche il consigliere comunale di centrodestra Marco Tassi, ed è passato il vicepresidente della Provincia, il leghista Maurizio Parma.
